Il Tirreno

il caso finanziario 

Maxi derivato, tutti prosciolti Zubbani: «Quanta amarezza»

L.R.D.
Maxi derivato, tutti prosciolti Zubbani: «Quanta amarezza»

Carrara, per il gip Maddaleni il fatto non sussiste, chiusa la vicenda. Oltre all’ex sindaco erano indagati l'ex assessore Claudia Laudanna e Stefano Pennacchi

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Tutti prosciolti per il caso del derivato sottoscritto dal Comune, perché il fatto non sussiste. I tre indagati eccellenti erano l’ex sindaco Angelo Zubbani, Claudia Laudanna, nel 2006 titolare della delega alle Finanze per la giunta Conti e il dirigente del comune Stefano Pennacchi.

I fatti risalgono al 2006, quando la giunta era guidata dall’ex sindaco Giulio Conti. Lo strumento finanziario fu pensato per tutelare le casse dal municipio dall’eccessiva salita dei tassi di interesse, che all’epoca erano in salita. In particolare fu costituto un Boc da 50 milioni di euro, e al contempo uno swap (il derivato) che serviva proprio a evitare il sali scendi dei tassi d’interesse. L’ipotesi accusatoria della procura era che Zubbani, accusato di peculato, avrebbe dovuto aprire un contenzioso con la società titolare del derivato, avendo nei suoi cassetti almeno un paio di pareri che lo spronavano ad intervenire in questo senso pur essendo stato eletto dopo la sottoscrizione del derivato.

Mentre sempre secondo i magistrati, l’ex assessora alle Finanze avrebbe utilizzato il denaro della collettività a vantaggio della società titolare del derivato, esponendosi così all’accusa di peculato.

Dopo la crisi economica del 2008 si è registrata un’inversione di tendenza e così Piazza Due Giugno si è ritrovata a pagare una penale altissima a chi costruì quel derivato, cosa che ha spinto la Corte dei Conti a intervenire al riguardo. Secondo le proiezioni di qualche tempo fa, il Comune di Carrara ha pagato nel 2017 88mila euro e ne dovrà sborsare altri 81mila quest’anno e 1,4milioni nel 2019, per un totale di 10 milioni di euro di esborso alla scadenza del contratto.E proprio l’elevato costo per la collettività di questa operazione ha destato l’interesse dei magistrati, alimentato anche dal fatto che la ristrutturazione del debito tramite l’inserimento del derivato fu decisa dall’amministrazione di allora senza gara. L’indagine arrivò sulle pagine dei giornali poco prima delle votazioni per il primo turno del 2017.

A insospettire la procura, da un lato gli ingenti costi per la collettività e, dall’altro, il fatto che per quella maxi ristrutturazione del debito, all’interno della quale si inserì il derivato - il Comune non avesse proceduto ad una gara ad evidenza pubblica.

Così commenta l’ex sindaco Zubbani: «L’amarezza che l’accusa mi ha provocato non può essere in alcun modo risarcita e solo la fiducia da me sempre riposta nell’operato della Magistratura mi è stata di conforto in questi anni. Quello che ritengo doveroso sottolineare è che per la quarta volta il Tribunale ha riconosciuto non fondate le troppe accuse che mi sono state mosse nel corso del mio mandato riconoscendo di fatto il buon operare mio e della mia Amministrazione». —

L.R.D.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa