Il Tirreno

massa città in comune sul sito 

«Dove sono le pagine sui risultati elettorali e quelle sulla Resistenza?»

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Massa. Il collettivo “Massa città in Comune” interviene sul rimpasto di giunta: «La promozione a vicesindaco di Andrea Cella - scrive - probabilmente è dovuta al fatto che la Lega è il maggior gruppo consiliare e come tale deve avere quella carica, perché se lo giudicassimo per la mole di innovazioni portate in questi mesi avrebbe dovuto meritare una defenestrazione più veloce di quanto accaduto al duo Mottini-Lama. Chiediamo da mesi a molti politici e funzionari del Comune dove sia sparito il sito che raccoglie ogni risultato elettorale del Comune da decenni. Successivamente alle elezioni comunali è scomparso senza che se ne sia avuta più traccia. Nessuno è stato in grado di spiegarne le ragioni ma più fonti ci hanno riferito che Cella ci stesse lavorando. Dunque siamo qua a chiedere pubblicamente al vicesindaco che fine abbia fatto un sito che era facilmente intuitivo e comodo nel garantire accesso ai dati elettorali. Fra due mesi ci saranno elezioni importanti e chi come noi studia i dati vorrebbe avere quell’accesso a informazioni che è garantito dalla legge 241 del 1990. È possibile che Andrea Cella, sperando non diventi mai il sindaco di Montignoso, non ne sia a conoscenza, dunque - prosegue Massa Città in Comune - vogliamo informarlo che dovrebbe ripristinare al più presto l’accesso a informazioni vitali per ogni movimento politico, sempre che sia lui il responsabile della macchina digitale del Comune di Massa. Di certo adesso ha la delega a “performance e controlli interni”, ovviamente non misurerà mai la sua però può farlo su coloro che si occupano del sito del Comune di Massa. Ci appelliamo al nuovo assessore all’innovazione tecnologica Paolo Balloni chiedendogli di verificare se anche a Massa non ci sia una “manina” ostile che rimuove siti e pagine comunali scomode all’insaputa dei nostri politici. È accaduto anche per tutte quelle che parlano della Resistenza e dei suoi eroi locali. Non vogliamo pensare che la cacciata della Eleonora Lama sia figlia del suo essersi professata antifascista e che qualche frizione sia dovuta proprio alla vicenda delle pagine comunali sulla Resistenza scomparse o forse rimosse? Fateci sapere». —



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