Il Tirreno

il tesoro recuperato 

Dodicimila volumi dal ’500 al ’900 nel Fondo libraio antico dell’Accademia

Luca Barbieri
Dodicimila volumi dal ’500 al ’900 nel Fondo libraio antico dell’Accademia

Tra le opere ci sono anche pubblicazioni rare, quaranta di esse uniche in Italia. Saranno tutte catalogate on line

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C’è una Cinquecentina con un’epistola ciceroniana, ci sono le traduzioni delle favole di Fedro, ma c’è anche un testo risalente all’Ottocento sull’anatomia del cavallo: si può considerare di fatto l’antenato dei libri pop-up.

Di primo impatto potrebbe sembrare uno spazio destinato soltanto ai “bibliofili” e agli esperti del settore, ma in realtà affascina (molto) anche i più piccoli a cui ricorda gli ambienti di “Harry Potter”. E infatti, spiegano gli addetti ai lavori, questo contatto trasversale con la città c’è sempre stato. E questo contatto l’Accademia di Belle Arti di Carrara, per i suoi 250 anni, ricerca.

È stato inaugurato ieri il primo tassello di quello che sarà un “museo diffuso” interno a Palazzo Cybo-Malaspina: ecco il Fondo libraio antico dell’Accademia con 12 mila pubblicazioni che vanno dal 1500 fino al secolo passato. Un recupero, quello del Fondo antico dell’Accademia, che ha coinvolto, oltre alle scaffalature originali, anche la sala attigua: la “Stanza degli uomini illustri” (riprendendo il nome dell’opera marmorea del 1873 che forma un «altare laico che accoglie i busti dei carraresi illustri»).

Con il vero e proprio restyling del fondo è partito anche il riordino degli esemplari ( “Fondo Oreste Raggi”, per esempio), ma sono in corso anche catalogazione e inventario dei volumi dell’intero patrimonio libraio dell’Accademia fatto di 25 mila opere.

Volumi, opuscoli che sono al centro di una catalogazione informatizzata (a cura della Associazione Surus di Massa, con la supervisione del personale della biblioteca). Questo lavoro permetterà di trovare le opere nel catalogo on-line nel sistema bibliotecario della provincia di Massa Carrara, ma anche in quello nazionale. “L’Encyclopedie” di Diderot e d’Alembert (Lucca, 1758-1776 e Livorno 1770-1792), gli Statuta Carrariae (1574), le Antichità di Ercolano (Napoli, 1757-1792), la Storia figurata del Regno delle due Sicilie (Roma, 1835); e ancora opere grafiche e grandi volumi con illustrazione a incisione. Questi sono soltanto alcuni dei “tesori” riportati alla luce in questa opera voluta dal direttore dell’Accademia Luciano Massari e portata avanti dalla scorsa estate. 40 opere, per esempio, tra quelle già catalogate, si possono trovare, su scala nazionale, soltanto qui, all’Accademia di Carrara. Un inizio, sia perché la catalogazione adesso riguarda poco più di due mila testi, sia perché si aprirà a mostre e visite guidate.

«Parliamo di un progetto eccellente che viene da lontano; un progetto che condivido e che ho condiviso, ma non voglio meriti perché è stato realizzato da altri. Ho visitato e visto la trasformazione del fondo con collaboratori validi. Qui non c’è soltanto penetrazione locale, ma anche nazionale: abbiamo un libro con incisioni autentiche sugli scavi di Pompei. Ne esistono due al mondo: uno a Londra, l’altro a Carrara», commenta il presidente Antonio Passa.

«Un’operazione certosina e che porterà i volumi a essere inseriti nella rete bibliotecaria provinciale, ma anche a livello nazionale – il punto del direttore Massari –. Ogni libro avrà delle note, delle memorie e stiamo facendo, attraverso i Carabinieri, una ricerca dei libri rubati a seguito di un furto che ci fu negli anni Ottanta. Si tratta di un lavoro notevole; anche in in ottica guide. L’Accademia è pubblica, mano a mano organizzeremo giornate dedicate, aprendo anche alle scuole, partendo dalle elementari. È un filo di un’unione da cercare fin da subito con la città». –



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