La manifestazione
Centrale a biomasse fuorilegge. Sequestrata
Nell’impianto di Piano di Quercia cattivi odori, rifiuti di ogni genere e bidoni sospetti. Scatta il blitz di carabinieri, Asl e Arpat
LICCIANA NARDI. Quegli odori insopportabili che provocavano anche malori tra la gente, erano più che sospetti: quell’impianto doveva bruciare biomasse vegetali, cioè legno cippato. E ripetuti sono stati gli esposti degli abitanti della zona, Piano di Quercia. Dove sorge l’impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse vegetali. Evidentemente qualcosa non funzionava. Anche se la centrale spesso era spenta.
E, così, dopo che nelle ultime settimane il problema degli scarichi si è riproposto in modo serio, su sollecitazione del Comune, i tecnici di Arpat e Asl, insieme ai Carabinieri forestali e a personale del Comune di Fivizzano, si sono ripresentati all’impianto. Dove hanno trovato parecchie irregolarità.
L’impianto era stato fermato da poco ma da esso fuoriusciva ancora un fumo acre che in breve ha determinato una situazione di disagio, in particolare alle vie aeree, per le stesse persone impegnate nel controllo. Oltre alle problematiche relative alle emissioni in atmosfera i tecnici Arpat ed i militari hanno trovato nel capannone grandi quantità di rifiuti di vario genere, accumulati in modo disordinato, talvolta miscelati, e senza alcuna indicazione sulla natura e pericolosità dei diversi materiali, quindi in assenza di ogni cautela e in palese contrasto con le prescrizioni di legge.
Molto abbondanti erano le ceneri, suddivise in alcuni cumuli privi di delimitazione e copertura, tanto da risultare suscettibili di dispersione da parte del vento che com’é noto ha soffiato intensamente in questi giorni. È stata inoltre rilevata, all’interno di numerosi serbatoi in plastica, la presenza di varie migliaia di litri di un liquido scuro dall’apparenza oleosa, derivante dal processo di funzionamento dell’impianto e con ogni probabilità contenente catrame ed idrocarburi. Da alcuni dei serbatoi il contenuto si disperdeva sul pavimento, mentre un’ulteriore quantità di liquido nerastro è contenuta in vasche interrate di cui non è stato possibile rilevare le dimensioni.
Tra le differenti tipologie di rifiuti sono state rinvenute batterie, bidoni contenenti probabilmente olio esausto, filtri dell’olio e dell’aria di autoveicoli, detriti da demolizione.
Considerata la gravità della situazione riscontrata, i Carabinieri della Tutela forestale insieme agli ufficiali di Polizia giudiziaria di Arpat hanno sequestrato l’intero capannone al fine di scongiurare ulteriori emissioni potenzialmente nocive ed evitare manomissioni di quanto accertato, così da poter procedere a tutti gli accertamenti necessari a tutela della salute delle persone e dell’ambiente circostante che saranno disposti dall’Autorità giudiziaria prontamente informata dei fatti.
Al momento risultano deferite all’Autorità giudiziaria tre persone per l’illecita gestione dei rifiuti, ossia il proprietario del capannone, il proprietario dell’impianto energetico ed il gestore dello stesso. Nei prossimi giorni proseguiranno le indagini per accertare eventuali ulteriori violazioni di legge e le specifiche responsabilità dei singoli. —
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