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Blue Day, un convegno per parlare di autismo

B.B.
 Blue Day, un convegno per parlare di autismo

Lo promuove Asl con istituzioni e associazioni Sono 100 i bambini e i ragazzi seguiti da neuropsichiatria

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massa. Ormai da anni Asl e le varie associazioni del territorio si confrontano sui temi della disabilità e dell’autismo e il 2 aprile, Giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo sancita dall’Onu nel 2007, è l’occasione per riunire professionisti, istituzioni, famiglie, docenti. Quest’anno, per quello che è stato rinominato Blue day, si terrà il convegno «Autismo tra consapevolezza e nuovi orizzonti: riflessioni sulla nostra realtà» organizzato dall’Usl Toscana nord ovest con Autismo Apuania Onlus e Anffas Onlus Massa Carrara e promosso insieme a Comune, Provincia, Ufficio Scolastico e associazione Lunigianese Disabili.

L’evento, in programma alle 9.30 nella Sala della Resistenza al Ducale, è stato presentato dalla responsabile della Zona Apuana Monica Guglielmi, dalla direttrice della Società della Salute della Lunigiana Rosanna Vallelonga, dalla presidente di Anffas Massa e Carrara Fiorella Nari e dal presidente dell’Associazione Autismo Apuania Roberto Marrai. L’autismo deriva da un disordine del neuro sviluppo che sorge nei primi 3 anni di vita e che compromette la comunicazione e la capacità di relazione con gli altri. «Abbiamo fatto molto - ha spiegato la dottoressa Guglielmi - ma dobbiamo continuare ad avere attenzione perché i bambini crescono, diventano adulti ed hanno bisogno di un progetto di vita, di una vita che sia più normale possibile». In provincia sono circa 200 le persone con diagnosi nota e la neuropsichiatria infantile Asl segue cento persone tra i 18 mesi e i 18 anni; al centro integrato «Il calicanto» e al «Casolare» dell’Anfass di Carrara sono seguiti 55 bambini fino a 12 anni. «Prendiamo in carico bimbi da 18 mesi con interventi semi residenziali, domiciliari, ambulatoriali - illustra la Guglielmi - ma crescono e il percorso non si deve fermare». Il problema, infatti, si pone proprio quando i ragazzi compiono la maggiore età e passano in carico alla psichiatria «rischiando di compromettere il lavoro fatto negli anni -dice Roberto Marrai - le persone con autismo hanno bisogno di contesti sociali protetti dove sviluppare le proprie potenzialità». Come il caso di un bambino autistico, è stato raccontato, che a scuola ha sviluppato un nuovo metodo per imparare l’inglese. La zona delle Apuane, da dati regionali, è considerata un modello a livello toscano. Anche in Lunigiana «riusciamo a fare qualcosa di importante sia perché gli aspetti di solidarietà sono forti sia perché c’è una gestione integrata di sociale e sanitario che favorisce le relazioni istituzionali e di servizi» ha aggiunto Vallelonga. —B.B.

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