Sicurezza
«Tracciabilità, i grillini si sottomettono ai poteri forti»
carrara. Il nuovo sistema di tracciabilità dei blocchi non tiene conto della condizione reale del materiale estratto. Il Pd di Carrara smorza gli entusiasmi e invita il sindaco De Pasquale a non abusare «nei toni trionfalistici».
«Fatta salva la buona volontà della società incaricata, il sistema non tiene conto della condizione reale del materiale estratto. Il super-esperto, ancora da assumere, dovrebbe visionare migliaia di fotografie e potenzialmente contestare la classificazione autocertificata dal concessionario escavatore. Si passa pertanto dal tormentone grillino “tracciabilità blocco per blocco” all’esatto opposto e cioè alla “autocertificazione blocco per blocco”.
Gli stessi tecnici hanno ammesso candidamente che è impossibile, attraverso una fotografia, stabilire se un blocco è di prima o seconda scelta. Dato sostanziale visto che per alcuni materiali “ballano” tra una classificazione e l’altra, migliaia di euro».
In commissione marmo, sostiene il Pd, «l’ilarità e l’incredulità hanno toccato il livello massimo quando si è paragonato la selezione delle mele a quelle dei blocchi di marmo. Vorranno mica arrivare all’introduzione del cosiddetto “tassello” del blocco come si fa con le angurie?
Una verità c’è in tutto questo. I contenziosi finiranno dato che saranno direttamente i concessionari a decidere quanto pagare. Inoltre si invertiranno i ruoli. Precedentemente infatti, dove la tassazione è aumentata gradualmente dagli 8mln annui agli attuali 26mln, erano gli stessi concessionari a sollevare contestazioni sull'imposizione fiscale proposta dall’ente. Ora dovrebbe essere il Comune, qualora il super-esperto notasse discrasie tra una foto di un blocco impolverato e quanto auto-dichiarato dal concessionario, a contestarne l’errata tassazione e al fine di dimostrarlo andare magari in missione in Cina, o negli Stati Uniti, in Russia o in Arabia Saudita (qualora il blocco sia ancora intero) per recuperare il maltolto.
Si introduce pertanto una sorta di meccanismo alla stregua del Mercante in Fiera (dove il Mercante è il concessionario) in cui il gettito fiscale derivante dalla tassa marmi sarebbe completamente in balia di un sistema grottesco e poco funzionale, quantomeno non adatto a quanto prospettato.
La cosa si fa ancor più paradossale quando si annuncia di voler dare nome cognome e numero ad ogni blocco facendola passare come una novità o una svolta epocale. Appare evidente che il sistema che si cerca di introdurre certificherà soltanto una cosa: il definitivo appecoronamento della giunta grillina e di De Pasquale ai cosiddetti “poteri forti” molto spesso ricordati nella campagna elettorale del “cambiamento”.
È purtroppo probabile - conclude il Pd - che si metteranno a repentaglio risorse preziose per la comunità. Un sistema di tassazione basato sull’autocertificazione della base imponibile va oltre i sogni più sfrenati dell’evasore fiscale più incallito». —
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