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Paul Ginsborg all’UniTre: l’Italia sta male. Ma può farcela

Paul Ginsborg all’UniTre: l’Italia sta male. Ma può farcela

Il professore acclamato da un folto pubblico alle Stanze delle Rosa parla della situazione del paese ed esorta: “Take heart” 

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PONTREMOLI. È stato davvero un bel regalo quello che la sezione Pontremoli – Lunigiana dell’Università delle Tre Età ha offerto alla comunità locale con la conferenza del professor Paul Ginsborg nell’ambito delle iniziative per il 30° anniversario del sodalizio associato all’UniTre nazionale. E la gente ha risposto: le Stanze della Rosa erano piene ben oltre la capienza e il carisma del prof. Ginsborg ha suscitato l'interesse di un pubblico attento e partecipe per due ore in un sabato pomeriggio ricco di iniziative che potevano “distrarre” i più.

Introdotto dal presidente Giuseppe Frassinelli, dalla direttrice dei corsi Caterina Rapetti e dopo il saluto del sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, il docente delle università di Cambridge e Firenze - storico di livello europeo, autore di saggi fondamentali e manuali che da decenni resistono nelle scuole di tutta Italia – ha consegnato ad una dimensione positiva il suo intervento su “La Repubblica italiana di fronte al futuro”. “Le manifestazioni di questi giorni dei giovani in tutta Italia ci dà una speranza – ha iniziato - Quanti resteranno di quel milione e mezzo di giovani? Non lo sappiamo, ma è una bella cosa! Pensiamo positivamente a questa gioventù... non dobbiamo dire loro quello che devono fare, ciascuno di noi proponga le proprie e rispettive cose e ciascuna generazione percorra la sua strada” E poi ha continuato: “La condizione attuale dell'Italia è più complessa di quello che pensiamo. Ci sono aspetti negativi come quello della mancanza di trasparenza: l'Italia è al 69° posto nel mondo, appena davanti a paesi come l'Arabia Saudita! Non è accettabile per un paese come il nostro... Il costante declino della trasparenza in Italia e la presenza di organizzazioni malavitose in tutta Italia e non solo al Sud è una realtà molto preoccupante. E poi la mancanza di investimenti per l'istruzione, la ricerca, la mancanza di lavoro soprattutto per i giovani...”.

Ma Ginsborg ha anche invitato a non indulgere nel pessimismo e nel lamento. “Amici, come diciamo in Inghilterra: Take heart, prendiamo cuore!” —



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