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Al Bancarella è l’anno del genere giallo-poliziesco

Riccardo Sordi
Al Bancarella è l’anno del genere giallo-poliziesco

Scelta la sestina finalista della 67ª edizione del premio: Cametti, Gazzola, Simi Laudadio, Magliani, Scardigli. La premiazione il 21 luglio in piazza Repubblica

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pontremoli. Sono stati annunciati al circoli lettori di Torino i sei libri vincitori del 67° premio selezione Bancarella. In pratica si tratta dei sei volumi che si contenderanno, il prossimo 21 luglio, nella tradizionale cornice di piazza della Repubblica, la vittoria della prestigiosa fascetta del Bancarella.

Ed ecco quindi i finalisti che sono stati individuati dai librai che hanno così interpretato il gusto dei lettori, per il successo di pubblico conseguito, in un percorso iniziato il 1° marzo 2018 e concluso il 28 febbraio 2019: Elisabetta Cametti, “Dove il destino non muore” (Cairo); Alessia Gazzola, “Il ladro gentiluomo” (Longanesi); Tony Laudadio “Preludio a un bacio” (NN); Marino Magliani “Prima che te lo dicano gli altri” (Chiarelettere); Marco Scardigli, “Evelyne” (Interlinea); Giampaolo Simi “Come una famiglia” (Sellerio). Gli autori sono stati selezionati fra le 1. 200 segnalazioni dei 200 librai indipendenti coinvolti nel premio Bancarella.

Gli stessi librai, rappresentati da Unione librai pontremolesi e Unione librai delle Bancarelle, procederanno quindi ciascuno alla votazione di tre dei sei titoli e il calcolo dei voti porterà al vincitore, che sarà premiato il 21 luglio. Da uno di questi sei finalisti emergerà quindi il vincitore del 67° premio Bancarella, con un riconoscimento che legherà l’autore al prestigioso albo d’oro del Premio che può contare nel proprio palmares tre Nobel della letteratura: Ernest Hemingway, Boris Pasternak e Isaac Singer e tanti autori che hanno fatto la storia della narrativa e del giornalismo come Giovanni Guareschi, John Grisham, Umberto Eco, Enzo Biagi, Andrea Camilleri, Indro Montanelli e tanti altri. Durante la presentazione dei sei finalisti il segretario del premio Ignazio Landi, ha dichiarato: «Il dado è tratto. Dopo aver raccolto le segnalazioni da parte dei librai indipendenti, il Comitato del premio ha dato alla luce questa meravigliosa sestina, figlia di una selezione scrupolosa e importante».

Aspetti condivisi dalla presidente del premio 2019, già vincitrice nel 2015, Sara Rattaro, che ha sottolineato come sia un momento di visibilità per i libri della sestina, contraddistinti in questa edizione da grande varietà: storie in gran parte poliziesche, tra personaggi ricorrenti come quelli di Elisabetta Cametti e Alessia Gazzola, la prima paragonata a un Dan Brown femminile per i suoi thriller e la seconda nota per la serie de L’allieva, che ha per protagonista una giovane medico legale. Ma anche gialli storici, come quello di Scardigli in una Novara, città defilata, di primo Novecento, e ancora misteri nella Versilia dal lato “dark”, come la storia di Giampaolo Simi, che vede tornare anche in questo caso un protagonista già noto ai lettori affezionati. Esulano dalla trama poliziesca il romanzo di Marino Magliani, che mescola paesaggio ligure ad Argentina nella ricerca di una figura paterna che si accompagna a una dimensione via via sempre più selvaggia, e il libro di Tony Laudadio, la dolce storia di un barbone che racconta una rinascita verso la felicità che sa dare senso alla vita, anche quella più sbandata. Ed allora l’appuntamento è per il 21 luglio in piazza della Repubblica. –

Riccardo Sordi

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