Il Tirreno

caos in giunta 

«Sindaco, si prenda le sue responsabilità»

Tiziana Gori
«Sindaco, si prenda le sue responsabilità»

Mottini: ho cercato di far passare una linea più decisionista ma Persiani è finito in balia della macchina burocratica

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Immobili, colpevoli di «gravi carenze e lacune progettuali». E accanto a quel deficit di produttività questioni di «carattere personale» che Persiani non ha nascosto e che hanno contribuito a ledere il rapporto fiduciario. Le parole del primo cittadino nei confronti degli ex assessori Eleonora Lama e Guido Mottini non sono state leggere. Il clima è teso, a breve (entro il consiglio comunale di lunedì 25) dovrebbero essere resi noti i nomi di sostituti, ma c’è ancora troppa rabbia nell’aria per rinchiudersi nel silenzio.

E parla di «un sentimento di rabbia» l’ormai ex vicesindaco Mottini, che nell’augurare buon mandato a Francesco Persiani lo chiama «una volta per tutte» alle proprie responsabilità. «L’accusa di gravi lacune e carenze nel mio operato non regge: è vacua e non supportata da fatti reali. Aspettiamo, io e i cittadini, le motivazioni reali. Nessun rancore caro sindaco ma rabbia sì. In primo luogo perché i cittadini si aspettavano da lei un altro tipo di governo della città e che quel cambiamento promesso in campagna elettorale trovasse risposta immediata nel suo operato. E sappiamo entrambi – afferma Mottini – che se i nostri rapporti si sono irrigiditi nel tempo è proprio a causa dei miei continui appelli nei suoi confronti per agire rapidamente (sempre disattesi)».

Mottini ricorda a Persiani che è stato lui, nel luglio 2017 a chiedergli di candidarsi e «successivamente a insistere con gli alleati di centrodestra affinché fosse anche il candidato unico». Questa rimozione, quindi, sembra viverla come un tradimento: «Le ricordo il mio impegno in campagna elettorale, mettendomi in gioco in prima persona, in tutti modi possibili, fino ad arrivare alla sua elezione. Questa secondo lei, visto che è un’altra accusa che mi rivolge, le sembra slealtà? ». Sarebbe casomai Persiani «ad essere stato sleale. È vero che mi ha dato l’incarico da vicesindaco, ma fin dall’inizio, purtroppo, è mancato completamente l’ascolto nei miei confronti. Ma il potere si sa può cambiare le persone. Lei ha scritto sui social che nel caso in cui il mio giudizio sulla sua amministrazione fosse stato negativo avrei dovuto dimettermi prima. Non l’ho fatto, anche se non nego che più volte ci ho pensato, per senso civico e rispetto verso i cittadini che hanno dato la loro fiducia al centrodestra e che insieme abbiamo incontrato in campagna elettorale raccogliendo le loro richieste. Non mi sono dimesso, poi, perché nel momento in cui ho capito che lei era finito in balia dalla macchina burocratica comunale ho deciso di non arrendermi, tentando in ogni modo possibile di far passare una linea più decisionista sulle promesse fatte ai massesi. Alla fine caro sindaco spero che questa vicenda sia lo stimolo in più affinché lei si assuma le sue responsabilità di fronte alla nostra comunità ed inizi a dar luogo a quel cambiamento che tanto chiedono i cittadini. Adesso non ha più scuse dove ripararsi». –



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