Sicurezza
Il Comune mette in vendita la Casa Socialista
Lo storico edificio di Forno nel piano alienazioni per 175mila euro. Uilian Berti: gravissimo. Martina Nardi: una provocazione
MASSA. Vendo casa. Socialista. Il Comune di Massa mette sul mercato una parte consistente degli immobili di sua proprietà. E tra questi, ci mette anche la Casa Socialista di Forno, costruita nel 1912, uno degli edifici simbolo del paese e di tutta la città; «un luogo in cui trasuda la storia della nostra comunità», secondo Angela Maria Fruzzetti che, assieme a Massimo Michelucci su quell’edificio ci ha scritto pure un libro (“La casa socialista di Forno. La storia. La memoria”, editore Ceccotti). Insomma, per fare cassa – il prezzo di vendita fissato da palazzo civico è di 175mila euro circa – l’amministrazione “privatizza”, o comunque si libera della proprietà di un luogo della memoria collettiva, di un vero “reperto” storico e sociale di Massa.
«Gravissimo: è una volontà di distruzione dell’identità del territorio. Un’assenza di rispetto della storia che preoccupa e indigna», si infervora Uilian Berti, consigliere comunale di Mdp ed ex vicesindaco. Per la deputata piddina Martina Nardi « è una provocazione della giunta di centrodestra.Perché vendere un pezzo della storia della città? Forse perché là fuori c’è ancora il simbolo della falce e martello? E’ una provocazione, come lo è stata l’innalzamento del monumento a Bellugi». E il Pd si mobilita: per venerdì prossimo, alle 17,30 ha organizzato un incontro pubblico dal titolo inequivocabile “La storia non si vende”.
In paese, a Forno, invece, non si vedono alzare barricate. Per ora. La Casa non è in condizioni buonissime (del resto ha 100 anni), ha problemi di infiltrazioni e altre magagne. Ma è “funzionante” e attiva: ospita due circoli-bar, uno Acsi, l’altro di chiama Moretti; e uno spazio per riunioni, iniziative, manifestazioni pubbliche. Ada Manfredi del circolo Acsi e Diana Michelucci del circolo Moretti, non vogliono dire nulla, se non che giusto pochi giorni hanno ricevuto dal Comune l’avviso di pagamento dell’affitto. La sensazione, però, è che ai fornesi l’idea della vendita non piaccia proprio. E che si faranno sentire.
La cessione della Casa Socialista è contenuta nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” per il 2019 che verrà illustrato dall’assessore alle Finanze Pierlio Baratta e poi messo ai voti nella seduta del consiglio comunale di lunedì prossimo. Il Piano, che prevede un incasso complessivo di 1,4 milioni di euro dalla vendita degli immobili e altri 121mila euro dalla cessione di terreni comunali, è una lista in cui ci sono, tra l’altro, la ex farmacia della Partaccia – prezzo di vendita 140mila euro – e l’edificio di Lungomare Ponente dove sta il ristorante Da Riccà (prezzo: 735mila euro). La messa in vendita di questi due edifici era comunque già stata prevista dalla precedente amministrazione (quella di centrosinistra guidata da Alessandro Volpi) e la notizia della alienazione di Riccà (il ristorante tre forchettine Michelin considerato il più rinomato di Massa) aveva suscitato scalpore. Oltre che un ricorso al Tar da parte della famiglia Antonioli che dal 1962 gestisce il locale.
La alienazione della Casa Socialista di Forno – due le porzioni sul mercato, una per 79mila euro, l’altra per 96mila – è invece una novità introdotta dall’amministrazione Persiani. E che già divide. —
Claudio Figaia
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