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«Dico basta allo smartphone e indosso la divisa»

Gianluca Uberti
«Dico basta allo smartphone e indosso la divisa»

Simone Leotta, 17 anni a giugno giura oggi a Milano ed entra alla scuola militare Teuliè «Visto? Ci sono ancora ragazzi come me che cercano valori»

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AULLA. «Ho deciso di dire no agli smartphone e di scegliere il tricolore come ragione di vita». Ci vuole una gran forza per fare questo, soprattutto se di anni ne hai solo 16. Tanti coetanei di Simone Leotta, originario della frazione di Stadano, girano per strada con lo sguardo fisso sullo smartphone, mentre Simone proprio oggi, a Milano, si prende una bella soddisfazione, unico lunigianese ad essere ammesso, dopo il biennio al liceo scientifico Pacinotti di La Spezia, alla prestigiosa Scuola Militare Teuliè di Milano, la più antica delle istituzioni napoleoniche tuttora esistenti.

Simone, che compirà 17 anni nel prossimo giugno, oggi giura fedeltà all'Italia nellacornice di Piazza Duomo a Milano, alla presenza del ministro della difesa, Elisabetta Trenta, e di altre autorità militari e politiche del capoluogo lombardo.

«Nonostante la mia sia definita “generazione playstation”, ci sono ancora ragazzi come me alla ricerca di valori importanti quali la lealtà, il rispetto, la giustizia e la fratellanza» dice un emozionato Simone, emozionato per quello che sta per vivere, ma anche sicuro sulla scelta fatta. Dopo una dura selezione, a cui hanno partecipato più di 4mila aspiranti, Simone ha vinto il concorso per il liceo dell'esercito, coronando così un sogno che iniziò già all'età di 8 anni e che vedrà il suo naturale traguardo, dopo il diploma, con l'ingresso in Accademia. Il suo sogno è fare il pilota. La sua è una vita militare a tutti gli effetti 24 ore su 24: inizia la mattina alle ore 6,30 con il "cubo", come si usava durante la vecchia leva, quando ci si doveva alzare dal letto, piegare tutto, lenzuola, coperte e il letto non esisteva più fino a quando non vi si tornava a coricarcisi la sera. Subito dopo l'alzabandiera, iniziano le lezioni e dopo pranzo le attività sportive pomeridiane, con Simone che eccelle in scherma e nuoto.

«Ci sono le libere uscite il mercoledì, il sabato e la domenica, ma non sempre si può uscire - spiega Simone - perché ci possono essere delle punizioni perché si è fatto ritardo o perché non si è fatto bene qualcosa o perché hai la polvere sulle scarpe o perché il rendimento scolastico è in calo. La meritocrazia all'interno della scuola è il principio su cui si basa tutto».

Il processo di crescita per Simone è stato molto rapido e da quando è in questa scuola, ha dovuto tirar fuori lati del proprio carattere che sentiva di avere ma che non erano ancora sbocciati. «Ho dovuto lasciare il gel per capelli e i ciuffi strutturati per un taglio spartano e uguale per tutti; i miei abiti, prima casual, adesso si alternano tra la mimetica e la tanto agognata divinissima, la divisa storica dell'esercito; ma soprattutto - afferma orgoglioso Simone - ho messo da parte lo smartphone, che in questa scuola si può usare solo durante le libere uscite ed una mezz'ora la sera per la telefonata ai genitori o agli amici, per avere sempre al seguito l'amato tricolore». —

Gianluca Uberti

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