Sicurezza
Alla riscoperta dei nostri vitigni nella terra di Lunigiana e oltre
MASSA. Serata all’insegna della riscoperta e valorizzazione del territorio Apuano.
Il Rotary club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario, sotto la guida del presidente, avvocato Pina Bigini, ha introdotto la consueta serata del giovedì: “Esperienza in terra di Lunigiana, uve e nutraceutica”.
I relatori: il dottor Giovanni Mattei e il prof. Francesco Petacchi, presentati dal nostro socio Paolo Cellai. Il prof. Giovanni Mattei è ampelografo (disciplina che descrive, dal punto di vista della morfologia esterna, i differenti vitigni e li classifica secondo determinati criteri sistematici), ha conseguito la laurea in Scienze Agrarie a Pisa, ha collaborato come consulente all’Università di Pisa dipartimento colture arboree ed all’assessorato dell’agricoltura della Regione Liguria. Il Prof. Francesco Petacchi, laurea in scienze agrarie all’Università di Pisa, è Dottore di Ricerca in “Qualità di prodotti di origini animali" presso l’Università di Udine, è stato ricercatore all’università di Pisa, attualmente è titolare della Cattedra in “Scienze e cultura degli alimenti“ all’istituto Alberghiero di Massa, ed è cultore della materia “Nutrizione e alimentazione animale", si occupa inoltre di origine e sicurezza degli alimenti.
Il Dott. Giovanni Mattei, esperto sulla biodiversità viticola, come spiega in un resoconto della serata il dottor Leonardo Vinci Nicodemi, ha reso partecipi i presenti della sua riscoperta in terra di Luniginana (intendendo per terra di Lunigiana, secondo i nuovi studi, quella che arriva fino oltre la foce del Frigido) di circa 180 vitigni autoctoni antichi tra cui i più noti: Pollera di Pontremoli, Massareta di Battilana, Durella di Fornoli, Merla di Fosdinovo, nonché il Vermentino Nero, fortemente voluto da Ivan Giuliani, che si è affermato con forza nel mercato Americano con la sua azienda Terenzuola. Il relatore ha invitato a coltivare e rafforzare questi vitigni autoctoni svincolandoli dai vitigni internazionali .
Il Prof. Francesco Petacchi ha evidenziato nella prima parte del suo intervento gli aspetti nutraceutici (principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute). dell’uva della Lunigiana ed in particolare dei polifenoli contenuti nelle bucce dell’uva rossa, validi antiossidanti utili al sistema cardiocircolatorio. Dalle uve della Lunigiana, il relatore, è passato a parlare degli aspetti nutraceutici del latte ed in particolare del latte della pecora nera massese. La pecora nera massese è la seconda razza di pecore allevate in Italia, dopo quella sarda; ha il manto nero e la sua particolarità esteriore è che sia le femmine che i maschi presentano corna; ha origini antiche e proviene da Antona. Anche se la qualità del latte dipende molto dal luogo del pascolo, il suo latte è ricco di calcio, di vitamina A e di omega 3.
Come si fa notare nel resoconto, è stata molto attinente l’intervento del socio dr. Leonardo Migliori relativo all’etichetta “non contiene solfiti”.
Il gestore dell’azienda agricola “Al Cudin”, che opera nelle colline di Moneta a Carrara, coltivando vitigni antichi autoctoni di barsaglina o massaretta e di vermentino nero, ha illustrato il metodo biodinamico. La presidente Bigini, ha concluso osservando come anche in campo agroalimentare occorrono: conoscenza e cultura, etica, rispetto del territorio e della salute, valori che, si sottolinea, sono alla base dei fondamenti del Rotary. —
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