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Nostra Donna e palazzo Negri: i fasti del Rococò pontremolese

Riccardo Sordi
Nostra Donna e palazzo Negri: i fasti del Rococò pontremolese

L’Oratorio con le sue sculture e gli arredi lignei e il nobile edificio con un grande giardino all’italiana sono due delle bellezze riscoperte dal Fondo Ambiente Italia

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PONTREMOLI. Alla scoperta dei cinque luoghi pontremolesi che saranno visitabili sabato e domenica prossimi nell'ambito delle Giornate del Fondo Ambiente Italiano (Fai) di Primavera.

Se con Villa Dosi ci trovavamo in un contesto extra urbano e invece con i Palazzi Bocconi e Pavesi eravamo nel pieno centro cittadino, con gli ultimi due luoghi ci troviamo non propriamente in periferia, ma certo un po' più distanti dal cuore nevralgico della città. Stiamo parlando dell'Oratorio di Nostra Donna e di Palazzo Negri Dosi che si trovano nella zona sud della città quasi a metà strada tra il centro di piazza della Repubblica e il borgo della Santissima Annunziata. L'oratorio di Nostra Donna dista poche decine di metri dal settecentesco Teatro della Rosa ed è proprio a fianco della trecentesca torre di Castelnuovo. L'attuale edificio fu costruito sulle rovine di un precedente oratorio, edificato nel XVI secolo e distrutto dalla piena del Magra del 1732. Il nuovo oratorio fu quindi realizzato nel 1738 su un progetto di Giovan Battista Natali che lo caratterizzò per il suo stile barocco nella decorazione della grande cupola, dell’abside, delle cappelle, delle porte e delle balconate dell’organo e della galleria. La chiesa è uno dei massimi esempi di architettura rococò, il cui valore sta anche nella coerente e simultanea progettazione delle strutture, delle decorazioni parietali (compiute dallo stesso Natali per le parti di prospettiva e da Sebastiano Galeotti per le parti di figura), degli altari, dei dipinti (due pale di Alessandro Gherardini e Giuseppe Galeotti), delle sculture in legno dipinto a finto marmo collocate entro nicchie, degli arredi lignei (tra cui spiccano i confessionali a scomparsa, indistinguibili dalle vere porte con cui creano un gioco simmetrico).

Uscendo dall'oratorio, inizia via Ricci Armani, e proseguendo verso sud, si incontrano numerosi palazzi storici, in un parte della città bellissima (come tutto il centro storico) ma tristemente desolata. Tra questi palazzi vi è anche la nostra ultima tappa, Palazzo Negri Dosi, di bella architettura barocca, con scale di marmo e sculture del carrarese Giovanni Lazzoni (secolo XVI), con dipinti di Nicolò Contestabili e di Alessandro Gherardini. Progettato da Giovan Battista Natali e caratterizzato dalle quadrature dai toni leggeri. Inoltre il Palazzo si caratterizza per il superbo giardino all'italiana che si trova nel parco interno della struttura, nel lato che affaccia verso il fiume Magra. Così come per gli altri tre luoghi, a far da guida ai visitatori sarà un gruppo di giovanissimi studenti in arrivo da diverse scuole della Lunigiana ("Belmesseri", "Malaspina" e del liceo Vescovile) ed alcune Università, appositamente preparati per l’occasione grazie alla formazione che esperti, storici e professori del territorio hanno pensato per loro, creando un gruppo motivato e pronto. Un appuntamento che avrà avvio (in entrambe le giornate) alle ore 10 e sino alle 17.30. L’orario per l’ultimo ingresso è fissato alle ore 17. A coadiuvare il tutto gli storici e gli esperti che hanno seguito i giovani “Ciceroni” donando il proprio contributo in termini di conoscenza e competenze: l’architetto Mauro Lombardi, che si è occupato di formare gli studenti per quello che riguarda Palazzo Dosi Negri e il professor Paolo Lapi, per l’Oratorio di Nostra Donna. —

Riccardo Sordi

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