Sicurezza
«Non mi ha dato in affitto la casa E neanche ha chiesto scusa»
. Ha raccontato al Tirreno la sua storia. Una storia fatta di discriminazione. Lei, la quarantenne Giulia Marino stava per firmare il contratto per una casa in affitto a Marina di Massa. Tutto è saltato perché il padrone di casa, una volta saputo che Giulia era transgender, non ha voluto darle la casa.
La protagonista di questa vicenda ieri ha accettato di parlare ancora con il nostro giornale per raccontare tutta la sua amarezza.
«Il padrone della casa che volevo prendere in affitto non solo non mi ha voluto come inquilina, ma non ha nemmeno avuto la sensibilità di scusarsi – dice Giulia – Il risultato che io mi trovo a fare le corse perché fra un po’dovrò liberare il mio alloggio (che avevo solo per i mesi invernali) e non so dove andare».
Per Giulia il problema non è solo quello del contratto sfumato. Il fatto che nel suo documento ci sia scritto ancora il nome da uomo (Tiberio) e che questo sia stato fonte di discriminazione la fa soffrire. Ancora.
«Il mio percorso per diventare donna è cominciato sei anni fa e sono stata seguita dai medici dell’ospedale di Cisanello – ricorda – È stato un percorso complesso anche se per me naturale perché mi sono sempre sentita donna».
Un percorso verso l’intervento chirurgico che Giulia ha vissuto a fianco dei colleghi della lavanderia industriale dove lavora da nove anni e che le sono sempre stati vicini.
«Sono stati periodi complicati - racconta - Ma non mi sono mia persa d’animo e i miei colleghi mi hanno davvero aiutato. Per questo mi ero illusa che al giorno d’oggi non esistessero più atteggiamenti omofobi e discriminatori. I colleghi della lavanderia mi hanno visto cambiare, hanno assistito a tutto il percorso fino all’intervento di tre anni fa, ma non mi hanno mai fatto pesare nulla».
Il contratto sfumato, a causa del suo essere transgender, ha riportato Giulia indietro di molti, molti anni.
«Credevo che il periodo della sofferenza, della gente che ti fissa e ti addita, della discriminazione fosse davvero solo un bruttissimo ricordo - dice Giulia - Mi sono trovata benissimo sul lavoro, ho i miei amici, non ho avuto problemi in questi ultimi anni. Poi succede che vado a cercare una casa, una casa dove poter vivere tutto l’anno e che sia vicina al luogo dove tutti i giorni vado a lavorare. Sembrava tutto a posto, il proprietario dell’agenzia a cui mi sono rivolta è stato gentilissimo: avevamo le carte pronte, anche il documento in cui, a causa della burocrazia, c’era ancora il mio nome da uomo. Non avrei mai pensato che questo potesse fare saltare tutto. Che questo mi avrebbe fatto perdere la casa». —
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