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Mottini e Lama all’attacco: «Questa giunta è immobile»

C.S.
Mottini e Lama all’attacco: «Questa giunta è immobile»

L’ex assessora alla cultura: sulla mostra amministrazione oscurantista E il vicesindaco silurato: ho lottato per i vigili. Persiani ne voleva solo 4 in più

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massa. Lasciano decantare un giorno. Poi Eleonora Lama e Guido Mottini, assessori leghista “defenestrati” dalla giunta con il sostegno del partito, le cantano di santa ragione.

E, suppur con note stampa distinte, sollevano argomenti simili, immobilismo della giunta in primis. E se per Eleonora Lama «tutto è immobile nell’operato di questa giunta, il settore cultura costituiva una eccezione» e «adesso forse anche questo problema è stato risolto», per Guido Mottini «la città continua a rimanere nell’immobilismo più totale».

Così quelle Persiani definisce “motivazioni di carattere personale”, per Mottini sono un chiaro riferimento agli «appelli che ha rivolto nei confronti del sindaco per ottenere maggiori interventi decisivi così da dare seguito alle promesse fatte insieme, fianco a fianco, in campagna elettorale».

Mottini assicura che lui la città voleva cambiarla davvero partendo da sicurezza e controlli. Tradotto polizia municipale: «Rigetto con fermezza le accuse che mi sono state formulate avendo lavorato a lungo affinché vi fossero il maggior numero possibile di agenti nelle nuove assunzioni deliberate. Il primo cittadino si sarebbe accontentato di 4 nuovi vigili, mentre io ne chiedevo 20. Ne ho ottenuti 12 dopo un’estenuante trattativa con lui. Ho inoltre tentato a più riprese di far comprendere al sindaco quanto la città avesse bisogno di un comandante che si occupasse a tempo pieno del corpo di polizia municipale».

Polizia municipale, ma non solo, anche «lotta contro l’abusivismo e la prostituzione», «decoro e pulizia su Marina». Il vicesindaco uscente assicura che la via di un accordo con il primo cittadino l’ha praticata, gli incontri li ha chiesti, ma si è trovato «di fronte - scrive - per l’ennesima volta, ad una posizione di chiusura nei miei confronti. Ho infatti chiesto a più riprese incontri che mi sono stati negati. A differenza di quanto avvenuto con l’assessore Lama, la mia posizione è stata messa in discussione dal giorno alla notte, senza neppure passare da preliminari richieste formali di dimissioni». E ancora: «Persiani farebbe bene a farsi un esame di coscienza e a dire ai cittadini che se il programma elettorale non è stato ad oggi ancora rispettato, la responsabilità è prevalentemente sua senza cercare capri espiatori».

L’assessore Lama parte dalle stesse premesse: lei al pezzo c’è stata e il lavoro l’ha fatto. «I contatti con la Fondazione del Maestro Andrea Bocelli avrebbero permesso - assicura- di promuovere iniziative di livello anche internazionale, nonostante il budget assegnato nel bilancio di previsione al settore cultura, pari a circa 100.000 euro, fosse già stato - è la stoccata più forte al primo cittadino - in gran parte preordinato, per circa 80.000 euro, ad una manifestazione fortemente sponsorizzata dal sindaco e che si sarebbe dovuta svolgere in una sola serata».

E a chi dice che lei non rappresentava valori e progetti della Lega, l’ex assessora risponde per le rime chiarendo che lei la Lega l’ha sempre considerata forza «propulsiva, laica e liberale».

E sul sindaco che - ormai è cosa nota - contesta la mostra di Veneziano in cui Gesù sulla croce veste slip leopardate, la Lama spiega: «Sono convinta che in per un partito, da sempre baluardo delle libertà e della laicità, la tutela delle tradizioni non sia una scusa sufficiente per convalidare l’atteggiamento oscurantista e illiberale espresso con questo gesto (la revoca) dall’ amministrazione».

La mostra Storytelling Eleonora Lama la difende a spada tratta: «Credo di non essere in torto e che sia questa parte di classe dirigente locale e regionale a non essere in sintonia con la forza propulsiva (laica e liberale) che la Lega rappresenta». Poi, a sostegno delle sue tesi, chiama i dati: «Veneziano sta esponendo a Palermo con grande successo di pubblico e critica. Le persone pagano un biglietto per entrare e si mettono in fila. A Massa la mostra era gratuita ed ha attirato turismo culturale, con 3.000 visitatori in 21 giorni».

La Lama non ha dubbi: i valori leghisti li ha rappresentati facendosi «portatrice con decisione - scrive - di principi fondanti del partito quali la promozione del decoro, obiettivo per il cui raggiungimento ho eseguito quanto preannunciato in campagna elettorale dai rappresentanti più illustri della Lega, ossia la creazione di un capitolo di entrata e la costituzione dell’apparato amministrativo per l’applicazione del regolamento di polizia urbana; apparato gratuito formato da personale Asmiu, un funzionario dell’ente e un agente di polizia municipale».

Lei - parola della Lama - il suo lo ha fatto e ha cercato pure - spiega - di segnare il cambio di passo. Ma l’amministrazione ha scelto diversamente: «Tutto è immobile - attacca nell’operato di questa giunta. Il settore cultura costituiva una eccezione. Adesso forse anche questo problema è stato risolto». —C.S.

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