Il dolore
La guerra dei meme Alessandro Lolli e i Clusterduck sono protagonisti
CARRARA. Si apre col tema dei "meme" (lo scherzo virale che si propaganda attraverso internet) il ciclo d'incontri promossi dall'accademia di Belle Arti di Carrara per celebrare il 250esimo anniversario della sua fondazione. Domani alle 15 saranno ospiti dell'Aula marmi il collettivo interdisciplinare Clusterduck e il filosofo e giornalista Alessandro Lolli, autore del libro La guerra dei meme. Prendendo le mosse dalla mostra interattiva #MEMEPROPAGANDA, un progetto espositivo online/offline, curato dal collettivo Clusterduck ed ospitatato da Greencube.gallery. Nel linguaggio immaginifico di Clusterduck “i meme uccidono, ci fanno acquistare prodotti fatti con il sangue degli animali torturati come i panini di Burger King e in più aiutano la propaganda nazista. Però forse ci possiamo ancora provare a salvare la terra. Contro Kek, contro la depressione, contro l’odio, Clusterduck tenta disperatamente di invertire le sorti della meme magic, unire l’internet e far riflettere i troll." Si parla di Pepe the Frog, di Gondola, ma anche dei più recenti NPC e Gritty: questo è "il magnifico mondo di #MEMEPROPAGANDA, un mondo popolato di bizzarre creature memetiche, che senza sosta intrattengono, provocano, confondono ed incantano il loro pubblico. Possono essere rospi, orsi, umani, mostri, freaks, o qualcosa di completamente diverso: la loro essenza comune è la capacità di divenire specchi, riflettendo i nostri desideri e le nostre paure più reconditi, svelando le nostre sofferenze ed i nostri sogni. Reactions che nascondono universi politici, desideri, strategie, peccati, e anche un po’ di sfiga.” Alessandro Lolli è nato a Roma nel 1989. È autore del saggio La guerra dei meme (Effequ, 2017) e coautore insieme alla giornalista Irene Rubino di Guida all’Immaginario Nerd (Odoya, 2019). Suoi scritti sono apparsi su Prismo, Not, Il Tascabile, VICE italia, Esquire Italia e altri. Clusterduck è un collettivo interdisciplinare che lavora al crocevia di ricerca, design e transmedialità, il gruppo ha anche partecipato alla scorsa edizione di The Wrong Digital Biennale, curando il padiglione berlinese “Internet Fame”. —
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