Il Tirreno

la manifestazione antifascista 

Stele al podestà-poeta a Massa, «la butteremo nel fiume»

Camilla Palagi
Stele al podestà-poeta a Massa, «la butteremo nel fiume»

La provocazione di Bigini. Che annuncia: non saremo alle celebrazioni il 10 Aprile. Duecento persone sotto il Comune contro il monumento ad Ubaldo Bellugi

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«Rigettiamo l’ipocrisia dell’amministrazione comunale di dedicare un monolite al poeta Ubaldo Bellugi. Quando sarà il momento quel pezzo di marmo lo butteremo nel Frigido. E inviteremo la cittadinanza tutta a venire con noi». Oliviero Bigini, presidente della sezione locale dell'Anpi, non lo nasconde più: con le istituzioni che operano in via Porta Fabbrica è rottura. Domani quelle istituzioni inaugureranno ai Quercioli la stele con incise le parole di Ubaldo Bellugi, il podestà di Apuania, il fascista della prima ora ricordato solo per le sue qualità artistiche. L’Anpi ha più volte manifestato la sua contrarietà all’opera: «Ci è stato detto di pensare al futuro - dice Bigini - di dimenticare il passato. E anche questa mattina (ieri per chi legge, ndc) abbiamo ascoltato parole strane, per non dire brutte. Dovevamo stabilire il programma per le celebrazioni del 10 aprile. Ma di fronte a chi pretende di separare la cultura dalla politica abbiamo deciso di non partecipare. Ci dicono che è un poeta, che il monolite è gratis. Ma quel poeta ha fondato il fascismo nella nostra città. Ha legnato e fatto legnare gli antifascisti, ha fatto la spia, li ha fatti andare in galera. Ha rovinato famiglie intere. O siamo tutti cretini. O questa gente ci vuole imbrogliare. Noi non vogliamo che venga confuso chi ha lottato per la libertà con un fascista. Abbiamo quindi deciso di ignorare l’amministrazione, perché questa non è la nostra amministrazione. È una banda che è contro la città». E ancora: «Quando sarà il momento chiederemo alla cittadinanza tutta di venire con noi a buttare il monolite nel Frigido».

In piazza ieri sono scesi in duecento, alla mano soprattutto bandiere rosse. “Ora e sempre resistenza”, hanno gridato sotto palazzo civico. Fra loro lo scrittore Marco Rovelli: «Fa sorridere leggere le parole di chi sostiene quest’operazione, che afferma che qui è solo la poesia in gioco, e poi, con esemplari lapsus, si fa sfuggire che “per fare il podestà non percepiva emolumenti”, a rimarcare che a lui interessa proprio rivalutare la sua figura complessiva, altro che la poesia, che si tratta ancora una volta di un’operazione revisionistica della storia».

E aggiunge Rovelli: «Qui è in gioco la memoria materiale di un paese, e di una città. La memoria collettiva è una costruzione complessa che passa per una selezione e propone una sorta di canone. Erigere un monumento, come intitolare una strada, è invitare una comunità a riconoscere se stessa nell’opera di una persona».

Sono 2100 le persone contrarie al monolite: hanno firmato il modulo distribuito dall’Anpi e promosso da partiti e associazioni. Ieri a sfilare intorno al palazzo comunale Anpi, Cgil, Uil, Archi, esponenti del Pd che hanno inoltre formulato una mozione per chiedere all’amministrazione di revocare l’opera, il gruppo dei Giovani democratici, Rifondazione Comunista, il Movimento giovanile della sinistra, Liberi e Uguali, i Repubblicani, Left, Accademia Apuana della Pace, Archivi della Resistenza, Mdp, Psi, Istituto storico della Resistenza, l’associazione Astrolabio e l’associazione 28 aprile. Uniti nell'antifascismo. E da oggi ufficialmente contro l’amministrazione comunale. —

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