Italia
«Licenziata dal negozio, non le hanno pagato gli ultimi due mesi»
MASSA. Duecento volantini per chiedere una cosa sola: che quei soldi gli vengano ridati. Il lavoro lo ha perso, va bene, ma che almeno gli ultimi due mesi che le sono dovuti vengano versati sul suo conto.. Ieri mattina, di fronte al negozio John Ashfield, per rivendicare questo diritto sono scesi in piazza sindacalisti e attivisti dell’Unione sindacale di base, in appoggio alla protesta della ex dipendente di 30 anni che ha perso il lavoro. Tre mesi di contratto a tempo determinato, la speranza di un rinnovo che in effetti arriva. Per altri tre mesi ancora. Ma poi, alla fine del nuovo contratto, arriva la lettera del licenziamento.
«La comunicazione è arrivata - spiega Elia Buffa dell’Usb - il penultimo giorno di lavoro, nonostante la lavoratrice già da un po’ avesse chiesto notizie sul suo futuro lavorativa. Ma dalla sede di Forlì, quella centrale dell’azienda, non era arrivata nessuna comunicazione».
In termini di legge la fine del contratto è inattaccabile, ma il sindacato si è schierato a fianco della ex dipendente proprio riguardo alla questione dello stipendio non ricevuto. «La retribuzione di gennaio e febbraio non è mai stata versata, c’è anche il bollettino di gennaio ma non sono arrivati i soldi. A maggior ragione, dopo il licenziamento, ci aspettiamo che questi due mesi siano saldati alla lavoratrice».
Rimane anche la questione culturale lavoristica per l’Usb. «A nostro avviso rimane abbastanza inumano comunicare il licenziamento con un solo giorno di preavviso, nonostante sia una cosa che a livello di legge si può fare. Siamo qui per stimolare l’azienda affinché eroghi i due mesi di salario della dipendente che ancora mancano. Per questo abbiamo deciso di fare un volantinaggio di fronte al negozio. La situazione del marchio sappiamo che non è delle migliori, ci sono altre vertenze, per esempio a La Spezia, ma questo non significa che si possano calpestare i diritti di chi lavora».
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