Il Tirreno

il caso 

È transgender. «Niente casa in affitto a Massa»

Alessandra Vivoli
È transgender. «Niente casa in affitto a Massa»

Giulia è donna a tutti gli effetti, ma sui documenti ancora no Il padrone dell’appartamento non ha voluto firmare il contratto

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. Il sogno di una casa in affitto. Da non dover lasciare ai villeggianti in estate, ma con un contratto valido tutto l’anno. Una casa dove poter vivere con serenità e da dove poter raggiungere comodamente il logo di lavoro. Una casa vicino al mare, con tanta luce. L’ideale per Giulia Marino, la quarantenne protagonista di una vicenda delicata che, come lei stessa racconta al Tirreno: «Mi ha fatto tornare indietro nel tempo a un periodo bruttissimo della mia vita dove venivo presa in giro per com’ero e per quello che stavo vivendo».

Giulia all’anagrafe nasce come Tiberio: nei documenti è ancora uomo. Nella vita ha fatto un percorso lungo e doloroso che, tre anni fa l’ha condotta a subire un delicato intervento chirurgico che l’ha resa donna a tutti gli effetti. Tranne che sui documenti perché la burocrazia deve fare il suo corso e tre anni non sono stati sufficienti per mettere il nuovo nome.

Un particolare che in questa vicenda si è rivelato fondamentale.

«Ho trovato la casa che volevo – racconta Giulia – Ero felicissima. Il giorno dopo ho consegnato all’agenzia la busta paga e i miei documenti. Ho spiegato che la carta d’identità non era stata ancora aggiornata, sono stata corretta e ho spiegato che a breve avrei avuto il documento nuovo». Sembrava tutto fatto ma, ventiquattr’ore dopo la doccia gelata. «Mi ha chiamato il titolare dell’agenzia che non voglio mettere di mezzo perchè con me è stato gentilissimo – spiega Giulia – Era mortificato ma il padrone di casa, che peraltro io non avevo ancora incontrato, non voleva saperne di dare in affitto la sua casa a un transgender». «Per me – continua – è stato come tornare indietro di vent’anni, rivivere le prese in giro gli sguardi, l’emarginazione di quando ho cominciato il percorso che da uomo mi ha fatto diventare la donna che sono ora. Io mi ci sono sempre sentita, quindi per me è sempre stato così ma ho dovuto affrontare tante cose, tante difficoltà. Adesso mi sento realizzata, nel lavoro, nella mia sfera privata ma un contratto di affitto rifiutato mi ha fatto però ancora tanto male». Giulia lavora da nove anni in una lavanderia industriale e con i colleghi di lavoro non ha mai avuto alcun problema. «E loro hanno visto la mia trasformazione, ma hanno sempre capito, mi sono stati vicino – continua – Io quella casa la volevo per essere anche più vicino alla ditta, sono una donna che lavoro, ho una busta paga, perché sono stata discriminata? ». Sulla vicenda interviene l’ex presidente della commissione Pari opportunità del comune di Carrara Alessandro Bandoni: «È una cosa scandalosa, ed è la prima volta che accade nella nostra provincia – sottolinea – Purtroppo si sta sdoganando l’omofobia e il razzismo. Stiamo attraversando, a livello nazionale, tempi davvero molto bui».

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