Il Tirreno

IL PERSONAGGIO 

«Dobbiamo imparare a voler bene di più alla nostra bella Carrara»

Alessandra Poggi
«Dobbiamo imparare a voler bene di più alla nostra bella Carrara»

Nadia Cavazzini, titolare del ReBacco e vicepresidente di Confcommercio, parla  di come rilanciare il centro: i Ccn funzionavano molto bene

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CARrara. Carrara: le sue eccellenze, i suoi pregi, ma anche i suoi difetti. Ne parliamo con la ristoratrice e imprenditrice Nadia Cavazzini, da poco vice presidente provinciale di Confcommercio che da vent'anni gestisce assieme alla nipote Simona il locale ReBacco di via Loris Giorgi. Nadia è stata premiata nelle settimane scorse dalla commissione Pari opportunità del comune, proprio come eccellenza: «Si tratta di un riconoscimento al mio impegno sul territorio in tutti questi anni, e per il quale sono molto riconoscente».

«Sono una donna e un imprenditrice - continua - una donna con le idee chiare e una determinazione che almeno nel percorso lavorativo ripagano. Ma non sono sola, molto va al saper lavorare insieme ad uno staff che ha più valore di me. Il ReBacco è una realtà importante, passione, famiglia, amore per la gente. Ho sempre creduto nei rapporti umani e nell'associazionismo. Lavorare insieme ci rende più visibili, più forti». «In un era digitale dove ti muovi poco da casa, l’arma della differenziazione e dell’unicità ci può salvare- prosegue Nadia - Ecco perché l' idea di Ristorando, il ruolo in Confcommercio, e nei Ccn del nostro territorio. Insieme può anche essere una guerra, ma combattere a più voci è vittoria certa».

Nadia è una donna da sempre in prima linea per la città. «Il nostro territorio è ricco ma ci rende poveri. Facciamoci delle domande. Sono consapevole di avere quell'esperienza di strada per poter capire istintivamente di cosa avrebbe bisogno la città». Qualche suggerimento?

«Anni fa sono stati istituiti i Centri commerciali naturali, costole dell’amministrazione che servivano a far rivivere le zone depresse- sottolinea Nadia - Carrara grazie all'avventura partita con la presidente Rosellina Crucitti che ringrazio tutt'oggi, ebbe un suo momento di gloria e di grande ripresa. Erano tempi diversi, ma i Ccn sono ancora un valido mezzo per creare, con la volontà dell’amministrazione, la vivacità della città e per dare vita a meccanismi di fidelizzazione». «Credo che l'attuale amministrazione non dia molta importanza ai Ccn. Oggi la città ha bisogno sì di grandi investimenti ma anche nell'immediato di vivacità nelle strade. In una realtà che si spacca tra i monti e il mare, dove oramai non approda più nessuno nonostante le stratosferiche bellezze storiche, è necessario creare stimoli. Eventi, decoro, illuminazione, incentivi concertati, occupazione fondi, installazioni permanenti. Qualcuno non ha capito che le vetrine accese e i fondi occupati sono l’ anima della città».

«Io Carrara - continua la Cavazzini - vorrei rivederla come l’ ho vissuta fino a 20 anni fa. Questa città deve essere amata di più da tutti». Spesso si parla di incomprensioni o guerre tra commercianti. «Si coglie subito la critica innata in tutti. Bene o male che vadano le cose il carrarino ha qualcosa da dire, ma non da fare. Abitudine ad espatriare, a non vivere la propria città ma non adesso che offre poco, da sempre. I commercianti quando ci sono onde da cavalcare non devono far finta di non vederle - conclude - le devono cavalcare uniti e responsabili del proprio comportamento, che troppo spesso risulta opportunista e distaccato». —

Alessandra Poggi

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