Il Tirreno

alla doganella 

Violenza sulle donne è nato in provincia il “Progetto uomini responsabili”

Tiziana Gori
Violenza sulle donne è nato in provincia il “Progetto uomini responsabili”

Francesca Menconi: una dozzina i casi seguiti, per difficoltà dopo la separazione o maltrattamenti verso la compagna

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Può essere fisica, verbale, psicologica, economica. «Dal’ 68 in poi le donne hanno intrapreso un percorso di autocoscienza che tanti uomini non hanno saputo seguire. Non sanno relazionarsi, hanno difficoltà ad andare dagli psicologi, non sono consapevoli di esercitare violenza».

Possono capirlo. Magari attraverso un progetto di recupero a cui sono stati invitati dai servizi sociali, mandati dai loro avvocati, o che hanno sentito il bisogno di iniziare loro stessi dopo l’ennesima sconfitta relazionale. Da pochi mesi in provincia è attivo un progetto per “uomini maltrattanti”, e sono già una dozzina quelli che hanno varcato le soglie della sede di viale XX Settembre, alla Doganella, per chiedere aiuto.

Si chiama Pur (Progetto uomini responsabili) e ne è referente Francesca Menconi. Francesca è dal 2009 presidente del Cif (Centro italiano femminile). «Da dieci anni è attivo un servizio di ascolto h24 per le donne vittime di violenza e dal 2010 gestiamo il Centro antiviolenza del comune di Carrara. Risale al 2015 il primo corso di formazione per l’ascolto di uomini maltrattanti e nel 2018 abbiamo aperto uno sportello sperimentale accreditato dalla Regione. Il Pur è rivolto agli uomini responsabili di reato ma anche a quelli in difficoltà relazionali che vogliono avere un supporto da chi è specializzato nel trattare queste problematiche. Penso alle separazioni conflittuali. Tengo a precisare che gli operatori sono indipendenti da quelli del Cif, si sono formati all’associazione Lui di Livorno e al Cam di Firenze».

«Non ti denuncio, basta che tu mi garantisca che fai questo percorso». Sono diverse le donne che hanno chiesto ai compagni da cui volevano separarsi di rivolgersi allo sportello. «A volte ce li hanno mandati i genitori, a volte i servizi sociali. Uomini in semilibertà o agli arresti domiciliari per violenza inviati dai loro avvocati. Stiamo gestendo una dozzina di situazioni».

Cinque corsi di orientamento, gratuiti, al termine dei quali l’uomo decide se proseguire con una terapia di gruppo o un percorso individuale. «Offriamo anche consulenza legale. Stiamo organizzando un convegno per far conoscere il progetto».

Cosa ha capito in questi mesi? «Che se le donne hanno intrapreso un percorso di crescita dal’68 certi uomini questo cambiamento lo percepiscono come una loro “diminutio”. C’è da dire - aggiunge Menconi - che gli uomini che si sono avvicinati a noi ci hanno dato un riscontro positivo. Hanno capito di dover fare un percorso».

Ma guardiamo la realtà per quella che è. «A volte anche gli uomini sono vittime di violenza. Si sono rivolti a noi uomini in difficoltà a causa di compagne particolarmente aggressive in fase di separazione. Non parliamo di maltrattamenti fisici, ma di ricatti psicologici verso l’ex coniuge usando i figli». –



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