Il dolore
«Progetto da modificare muro d’argine troppo alto»
Il sindaco ha incontrato la Regione e la ditta che ha vinto l’appalto per il 3° lotto piano di calpestio da alzare e pietre, non mattoncini, per il muro d’argine
AULLA. Passare su viale Lunigiana, ad Aulla, mette una certa tristezza. Prima della mortale alluvione del 25 ottobre 2011, con il suo tributo di sangue e due vite, quelle di Enrica Pavoletti e di Claudio Pozzi, che attendono ancora giustizia nelle aule del Tribunale di Massa, si poteva vedere il fiume Magra, si poteva passeggiare e godere di un po’ di natura. Ma il fragile argine che doveva proteggere Aulla fu letteralmente spazzato via dalla furia del Magra in piena, quindi la Regione Toscana ha edificato l’attuale “mostro” di cemento, che svetta altissimo con il suo grigiore e impedisce qualsiasi visione dell’ambiente fluviale.
Ma se la situazione risulta triste in viale Lunigiana, si provi a spostarsi in piazza Garibaldi alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella, dove c’erano le scuole medie, poi demolite, e si sperimenterà che può andare anche peggio, visto che l’altezza del muro fa realmente impressione. Insomma, un muro d’argine che sicuramente fa il suo dovere nel contenere il fiume Magra e nell’impedire future esondazioni, ma quello che chiedono tutti gli abitanti ad Aulla è che partano finalmente i lavori del terzo ed ultimo lotto, quelli per la mitigazione ambientale.
Il che significa che se indietro non si torna, però si potrà avere almeno un po’ di verde e tornare a passeggiare lungo il fiume Magra, essendo l’accesso all’argine chiuso. E un passo avanti in questa direzione c’è stato nei giorni scorsi, con l’aggiudicazione del terzo lotto dei lavori alla ditta umbra Seprim sas di Foligno di Perugia, che ha già avuto un incontro con il Comune. Incontro che ha visto seduti attorno al tavolo l’ingegner Giuseppe Renzo Santini della Seprim sas, il direttore dei lavori nominato dalla Regione Toscana, l’architetto Paolo Franchi, e il responsabile della sicurezza, l’ingegner Michele Baldiati. Ovviamente, era presente anche il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, il quale ha sottolineato, innanzitutto, l’esigenza di mettere in sicurezza il cantiere, «la cui competenza è della Regione Toscana, non del Comune di Aulla, è bene che si sappia. Quel progetto deve essere modificato, va alzato il piano di calpestio per permettere a tutti di vedere il fiume – aggiunge Valettini – e non è possibile che il muro d’argine sia adornato di mattoncini, quando da Zeri a Sarzana ci sono soltanto pietre come arredo. Fortunatamente abbiamo ottenuto che alla confluenza fra il Magra e l’Aulella sia riempito il vuoto che separa la strada dalla sommità dell’argine, in modo che chiunque possa affacciarsi e vedere il fiume. Inoltre, in piazza Nenni, dietro il palazzo comunale, le previste modifiche alla viabilità non interferiranno con il capolinea degli autobus, che potranno continuare a sterzare senza difficoltà alcuna».
Il primo cittadino aullese non manca di fare notare di essere stato uno dei primi, nel 2012, a dire che il muro d’argine, come era stato progettato, non gli piaceva: «Purtroppo, da sindaco me lo sono ritrovato così, ma quando ero presidente del “Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana” lo scrissi al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che Aulla non aveva bisogno del muro di Berlino». –
Gianluca Uberti
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