Il Tirreno

la manifestazione a quercioli: duecento in piazza 

Stele al podestà-poeta «Noi siamo l’altra cultura»

Stele al podestà-poeta «Noi siamo l’altra cultura»

Tre ore di letture e interventi: «Siamo qui contro i Bellugi di ieri e di oggi» Il presidente dell’Anpi: la nostra è una risposta alla popolazione, non al sindaco

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massa. Antifascisti in piazza per «una presa di parola collettiva» e per dare voce ad «un’altra cultura». Quasi tre ore di interventi e di letture per la manifestazione lanciata da antifascisti e antifasciste ieri in piazza dei Quercioli. Manifestazione di protesta contro la delibera di giunta del 12 dicembre che prevede l’installazione di una stele con le parole scritte da Ubaldo Bellugi, podestà, fascista, poeta e drammaturgo. Tanti profili di un unico volto che i presenti ricordano nella sua interezza: «La storia non si costruisce solo con una parte della sua vita», ha detto il consigliere comunale del Pd Stefano Alberti. E della vita di Ubaldo Bellugi hanno trattato gli interventi sia politici che culturali dei presenti. Ma anche ricordi veri e propri di coloro che hanno avuto un’esperienza diretta del fascismo locale. E che a pochi giorni dall'inaugurazione del monolite, prevista per il 21 marzo, vogliono raccontare «per rivendicare la forza antifascista - ha detto Gianmaria Lenelli - perché i mandanti sono responsabili». Il riferimento è al pestaggio del vicesindaco di Montignoso Daniele Grillotti, socialista che subì una spedizione punitiva partita da Massa nel 1922. All'epoca Ubaldo Bellugi era segretario del fascio di Massa:«Daniele era stato vicesindaco del paese negli anni che hanno preceduto l’avvento del fascismo - si legge in un volantino -al quale si era sempre fieramente opposto fino ad esserne duramente perseguitato fino alla violenta aggressione degli squadristi del paese e di quelli provenienti da Massa, diretti e controllati dal futuro podestà di Apuania Ubaldo Bellugi. Aggressione che gli aveva procurato forti sofferenze e gravi danni che lo avevano di lì a poco condotto a morte nel 1922».

Grillotti viene ricordato anche per le sue parole oggi riportate nei canti del Maggio, canzoni popolari che i presenti hanno rammentato come a voler sottolineare la loro appartenenza ad un’altra cultura. Fatta di espressioni popolari e anche dialettali. Come la poesia di Piero Cavazzuti “El fazzoletto rosso”: “In zun vecchjo baùlo sgangherato una piccola cosa, un fazzoletto rosso ho ritroato. Coloro acceso, da sanguo che i n’è mai sbiadito e i n’è simbolo de nisciun partito”. C'erano le letture di Antonio Gramsci e di Shakespeare interpretate da Riccardo Bardoni e Gaetano Vacca, autori di ieri che parlano all'oggi perché in piazza sono scesi «contro tutti i Bellugi di ieri e di oggi che fomentano l’odio contro chi è diverso da loro», ha sottolineato Alfonso Baldi. Presenti duecento persone secondo i dati della questura. Fra di loro il presidente dell’Anpi, Olivero Bigini: «Da una litigata in famiglia hanno fatto eleggere un sindaco estraneo alla politica apuana e che rappresenta una minoranza - ha duramente affermato Bigini - Questa piazza non è una risposta al sindaco, ma alla nostra popolazione. Quella che ieri in tutto il mondo ha cantato Bella Ciao per chiedere di tutelare l’ambiente. Questa è la nostra cultura». In piazza esponenti di tanti partiti politici e dei sindacati. Associazioni e centri sociali, come la Casa Occupata: «Ora che posizioneranno il monolite al finto poeta potranno tornare ad occuparsi di tutto il male di questa città: la disoccupazione, la distruzione dell’ambiente». Mentre altri interventi hanno lasciato un quesito in sospeso: partecipare o non partecipare all'inaugurazione della stele? —

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di Redazione web