Il Tirreno

caso anziani maltrattati, revocate le misure cautelari 

Può tornare al lavoro la gestrice delle Primule

L.R.D.
Può tornare al lavoro la gestrice delle Primule

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massa. Revocate le misure cautelari alla donna di 53 anni che è accusata di maltrattamenti per la sua gestione della casa famiglia “Le Primule”, al Mirteto. Il 12 febbraio scorso il tribunale aveva disposto per lei il divieto di dimora in provincia di Massa Carrara e di esercizio dell’attività per un anno, su richiesta del pm Marco Mansi, ora però il quadro cambia. Il gip Giovanni Maddaleni infatti, dopo aver ascoltato le testimonianze e le prove raccolte dall’avvocato della donna, Enzo Frediani, ha deciso di revocare tutte le misure cautelari. La donna, di origini siciliane, può tornare in provincia. E soprattutto può tornare a esercitare la sua attività.

L’avvocato in questo mese ha raccolto una serie di dichiarazioni, perlopiù da familiari di ospiti della casa famiglia, che parrebbero confliggere in maniera netta con quanto dichiarato invece da alcuni ex dipendenti. Dichiarazioni, dalle quali peraltro era partita l’intera inchiesta, che in un primo momento avevano convinto il tribunale ad applicare le misure cautelari nei confronti della donna.

In particolare le persone ascoltate avrebbero negato che ad esempio all’interno della casa famiglia ci fossero delle condizioni igieniche particolarmente degradata o che ai loro cari fossero negate le normali necessità di assistenza che devono essere garantite in questi casi.

Anche sul fronte del riscaldamento - era emerso infatti che la donna avrebbe negato sistematicamente l’aumento della temperatura su richiesta per far sì di risparmiare sulle bollette- i parenti degli ospiti hanno detto che dentro alle Primule non faceva freddo.

Dunque, in virtù della decisione del giudice Maddaleni, la donna potrà tornare a dimorare in provincia, dove vive anche la figlia. E potrà anche ricominciare la sua attività, dato che insieme al divieto di dimora decade anche quello di esercizio dell’attività.

Il centro, avevano spiegato gli inquirenti, si era svuotato nei giorni precedenti all’applicazione delle misure cautelari. I familiari, avvertiti, avevano portato via le persone ospiti. Ma non era mai stato sequestrato e ora potrebbe anche riprendere la sua attività.

Siamo ancora nelle fase delle indagini preliminari, nessun rinvio a giudizio è stato deciso. Il pm Mansi sta andando avanti nella preparazione del caso e solo più avanti ci saranno sviluppi.

Restano anche le intercettazioni con i microfoni piazzati dai carabinieri, che si sono occupati dell’inchiesta, nella casa famiglia. «Stai zitta, tuo figlio viene domani, tanto l’altra figlia non viene. Non vedo l’ora che muori», si sente dire in una registrazione. E in un’altra occasione un dialogo con un’anziana ospite che chiede dell’acqua e le viene negata ripetutamente.

Intanto, però, l’avvocato Enzo Frediani ha riportato una prima vittoria nella vicenda. —

L.R.D.

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