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Il centrosinistra e le europee, prove di riunificazione

Chiara Sillicani
Il centrosinistra e le europee, prove di riunificazione

L’ex ministro Pd Carlo Calenda presenta il suo manifesto “Siamo europei” Presenti anche le anime più litigiose: «Abbiamo fatto errori. Ripartiamo insieme»

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massa. Il centrosinistra ci prova. Che ci riesca è tutto da dimostrare. Ma la strada dell’unità adesso, dopo la sonora sconfitta alle amministrative, almeno prova a percorrerla.

Così ieri pomeriggio, a Villa Cuturi, ad ascoltare l’ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda che presenta il manifesto “Siamo europei”, ci sono i volti di un centro sinistra che proprio d’accordo in anni anche recenti non è andato. Quel centro sinistra cui lo stesso Calenda lancia l’appello per un percorso verso le europee nel segno di una comune identità culturale. Ecco, quindi, che accanto agli ex assessori Giovanni Rutili e Gabriele Carioli che l’incontro l’hanno promosso, c’è il consigliere regionale Giacomo Bugliani, uno dei primi firmatari del manifesto e Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della Provincia che la firma proprio non ce l’ha messa. Almeno non ancora. C’è Alessandro Volpi e con lui parte del popolo della Comasca, Patrizia Fazzi e Severino Meloni in primis. C’è quel mondo arancione che con Volpi, salvo sostenerlo al rush finale delle amministrative, non è mai andato d’accordo: l’ ex sindaco Roberto Pucci, Giuliano Minuto, Elena Cordoni. Ci sono i repubblicani, Giorgio Raffi in prima fila. E c’è chi, alla tornata del giugno scorso, stava proprio da un’altra parte e puntava a far sindaco Sergio Menchini: a villa Cuturi non manca il consigliere di Alternativa Civica Andrea Barotti. Ci sono Tiziana Fialdini e Stefano Caruso. Forse troppo poco per parlare di riequilibri e prove di alleanze, ma abbastanza per fare dell’incontro a Marina la, seppur piccola, cartina di tornasole, di un centrosinistra che ci prova a ridelinearsi, a stare unito dentro confini più ampi. E lo fa partendo da un mea culpa di cui lo stesso Calenda si fa portavoce. Partendo dalla presa di coscienza degli errori: un linguaggio inadatto a leggere una realtà mutat, l’ incapacità di far sentire rappresentate porzioni di società, la scarsa insistenza su un’eguaglianza del reddito fondata sull’ eguaglianza della conoscenza, il fenomeno immigrazione - sintetizza Calenda - riportato a categorie puramente etiche. Il buono che accoglie, il cattivo che respinge.

La proposta di Calenda è ora quella di estendere il modello di “Siamo europei” alle amministrative (a maggio vanno al voto 8 comuni lunigianesi):«Basta con liste civiche di centro sinistra che combattono il Pd. È un paradosso». Liste aperte in cui «componenti civiche e politiche del centro sinistra stiano insieme». Per intercettare le energie di un territorio. Quelle stesse energie che - spiega rispondendo alle domande - devono mettersi in moto anche sul fronte dei progetti. Da ex ministro dello sviluppo economico, Calenda, infatti, ritiene che il vero nodo non sia il riconoscimento di area di crisi complessa (cui questo territorio aspira), ma la capacità di elaborare progetti: «Ho visto zone festeggiare per essere state riconosciute area di crisi complessa, ma le ho viste anche non avanzare alcun progetto. La sfida non sono le risorse, ma i progetti. Sfida per amministrazioni e imprese» —Chiara Sillicani

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