Sicurezza
Riesce a mettere da parte 15mila euro e investe in diamanti: rischia di perdere tutto
La donna, una impiegata, si ritrova con una pietra di 0,7 carati e media purezza. Truffato anche un pensionato
MASSA. Per racimolare quei 15.000 euro le servono anni. Il lavoro da impiegata, i conti da pagare, le spese quotidiane: in fondo al mese di soldi da mettere da parte ne rimangono ben pochi. Ma lei ci tiene a farsi, seppur a fatica, un gruzzoletto. E ci riesce. I suoi 15.000 euro li investe in titoli di Stato: rendimento basso, ma rischio quasi zero. Poi la banca di cui è cliente la mette in contatto con una società che si occupa di investimenti in diamanti. Lei accetta di incontrare il rappresentante di quella società e si fa spiegare bene in cosa consiste l’operazione. Si sente tranquilla: la banca la conosce bene e sa che lei non azzarderebbe mai un investimento rischioso, quei 15.000 euro le sono costati troppa fatica per metterli a repentaglio. Così si convince e tutti i suoi risparmi li investe in un diamante.
Diamante che neppure vede perchè la pietra la lascia in consegna alla società che gliela ha venduta. Ma adesso per quella pietra si trova nei guai perché , come molti altri piccoli investitori, tra le mani si ritrova un pugno di mosche e poco più. La società che le ha venduto il diamante è fallita e lei ancora non ha idea di quale cifra riuscirà a recuperare. Così si affida alla consulenza legale degli avvocati Roberto Iacopetti e Laura Del Mancino. Gli avvocati, documenti alla mano, stanno ricostruendo la genesi dell’investimento e stanno seguendo la vicenda della società fallita per comprendere se - e come - sia possibile recuperare l’importo investito. . «A fronte dei 15.000 euro versati, la mia cliente - spiega Roberto Iacopetti - si è ritrovata con un diamante da 0,7 carati e con un grado di purezza medio. Non abbiamo ancora incaricato un perito di effettuare una stima esatta, ma certo il valore della pietra è notevolmente inferiore rispetto ai 15.000 euro».
E molto inferiore - presumono i legali - è il valore di due diamanti acquistati per 20.000 euro da un pensionato di 70 anni. Stessa banca, stesso contatto, stessa società, stesso fallimento e un investimento che non soltanto non frutta, ma causa perdite: «La società che vendeva diamanti - spiega il legale - si impegnava al riacquisto, ma per incentivare l’investimento sul lungo periodo prevedeva una commissione di vendita penalizzante in fase iniziale». I clienti scoprono la truffa dalla tv: «Al pensionato - spiega Iacopetti - due settimane dopo l’ acquisto dei diamanti è stata recapitata una lettera in cui la società lo informava di un aumento di quotazione pari addirittura a + 1,6%».
Adesso quel pensionato e quella impiegata aspettavo la prima udienza per il fallimento della società: «Siamo stati contattati dalla curatrice fallimentare - fa il punto Iacopetti - e abbiamo formalizzato la richiesta di riavere i diamanti. Adesso attendiamo gli esiti della procedura fallimentare». Gli attendono, quegli esiti, decine i massesi: in molti nelle scorse settimane hanno bussato alle porte di Confconsumatori e chiesto aiuto a Francesca Galloni, il legale dell’associazione. —
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