Il dolore
Quindicenne suicida, la Procura dispone l’autopsia
Carrara, passati al setaccio dagli inquirenti il tablet e il telefono cellulare ritrovati accanto al corpo senza vita del giovane
CARRARA. Domenica 17, negli uffici della Procura, sarà conferito l’incarico per l’esame autoptico sul corpo dello studente 15enne che si è tolto la vita mercoledì, soffocandosi con un sacchetto di plastica della spazzatura. E intanto proprio ieri gli inquirenti (le indagini sono dirette dal dirigente del Commissariato Corrado Mattana)hanno ricevuto i decreti necessari per passare all’esame del tablet e del telefono cellulare trovati accanto al cadavere del ragazzino.
La Procura ha aperto un’inchiesta per “induzione al suicidio”: quello su cui si vuole, fare chiarezza, infatti, è se possano sussistere elementi tali che potrebbero avere spinto il quindicenne, descritto come bravo a scuola e nello sport, a compiere il gesto estremo. Si cercherà fra i contatti, si esamineranno i messaggi, e i siti visitati. Oltre naturalmente alle telefonate che il ragazzo ha effettuato prima di chiudersi in casa, con la chiave sulla toppa, all’interno, e uccidersi.
Il giovane non era iscritto a Facebook e al momento del ritrovamento del suo corpo, ormai privo di vita, il suo telefono cellulare era acceso ma con la password inserita.
La polizia intanto, già nelle scorse ore, e con tutta la delicatezza che una situazione del genere richiede, ha raccolto testimonianze, sentito le persone più vicino al ragazzo. Il quadro che ne esce è di un adolescente tranquillo e introverso, con un grande dolore alle spalle, quello della morte del padre avvenuto cinque anni prima. Non aveva fratelli e quel fardello di dolore lo aveva diviso con la madre, una donna di carattere e di grande sensibilità.
Una vita quindi apparentemente tranquilla. Fino alla mattinata di mercoledì. Fino a quello che, stando anche a quello che emerge dalla prima e delicatissima fase delle indagini, sembra un piano preciso e premeditato. Il quindicenne dice di non sentirsi bene e resta a casa da scuola. Poi, intorno all’ora di pranzo, si chiude in casa, dall’interno, e entra nella camera dei genitori. Si sdraia a terra, dalla parte del letto in cui dormiva il padre e si stringe il sacchetto nero intorno alla gola. Il telefonino e il tablet sono stati ritrovati accanto al suo corpo. La madre, aiutata da un vicino, ha dovuto chiamare i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta dell’appartamento. È stata lei a trovare il figlio riverso a terra, ormai morto.
Una tragedia che ha scosso la città dalle fondamenta. Una morte che ha toccato nel profondo insegnanti, mamme, papà, amici e compagni di scuola del giovane, questi ultimi alle prese con un dolore più grande di loro e mai affrontato prima. E a casa della madre del quindicenne è stato un mesto via va. Chi conosceva il giovane studente, chi gli ha voluto bene, ha voluto portare una parola di conforto alla sua mamma.
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