Sicurezza
Più di mille in piazza tamburelli e cori: «Salviamo l’ambiente»
Dai bambini delle scuole elementari fino ai ragazzi degli istituti superiori Il grido di Elia: «Stanno distruggendo le nostre montagne solo per il profitto»
Venerdì 15 marzo 2019 sarà ricordato non solo a Carrara, ma anche nelle altre centottanta città italiane e nelle oltre duemila città sparse nel mondo in cui è soffiato il vento della mobilitazione di Friday for future– lo sciopero mondiale per il futuro, come il giorno in cui le ragazze e i ragazzi del pianeta si siano imposti all’attenzione dei media del mondo per gridare il loro no alla devastazione ambientale del pianeta terra. Un giovane grido che parte anche dalle piazze e dalle strade di Carrara con un corteo che si è esteso lungo e affollato e che quando ha fatto sosta davanti alle scuole primarie Saffi per abbracciare il saluto dei più piccoli, tutti vestiti di rosso, che si sono uniti ai cori dei più grandi schierati dall’altra parte della strada, percorreva e riempiva tutte le scalinate da cui si accede a piazza Gramsci e una parte della piazza stessa. Più di un migliaio dicono le fonti ufficiali. È il Friday for future, il movimento nato dai venerdì di protesta di Greta Thunberg, la ragazzina svedese che parlando alle Nazioni Unite sul pericolo per il surriscaldamento terrestre, ha levato tutto il suo sdegno contro la noncuranza dei potenti al problema: questo succedeva nel dicembre scorso e ieri le sue parole pronunciate durante il cop24 sono riecheggiate nelle nostre piazze, lette al microfono dai ragazzi. Una manifestazione che, a colpo d’occhio, appariva subito in tutta evidenza composta per la maggior parte da adolescenti, ragazze e ragazzi armati di cori e striscioni: età media 16 anni circa, esattamente l’età di Greta. «La terra è più surriscaldata della mia ragazza» recita in inglese il cartello di un ragazzo. «Voglio un futuro per i miei nipoti» quello in italiano di una coppia di nonni. E poi ci sono i bambini insieme ai genitori con gli insegnanti come per le classi 3°A, 3°B e 5°C della primaria Gentili. Davanti al corteo ci sono i grandi ma ci sono anche i più piccini, come il piccolo Janosch di otto anni: tutti a urlare insieme a squarciagola: «Da qualche parte bisogna iniziare questo mondo deve cambiare». Parlano di rivoluzione i ragazzi di Friday for future Italia al microfono, parlano di ambiente, di plastica e di co2 tra di loro i ragazzi e le ragazze che animano il corteo. Alcuni bambini della Saffi, a turno, vanno al microfono: «ricicla la carta», «non sprecare i soldi», «mangiare meno mangiare tutti», «usiamo meno la luce», «c’è rimasto poco tempo» dicono. In via Cucchiari, davanti alle scuola Carducci, il corteo incontra i bambini della Marconi e della Carducci, scesi in strada per accoglierli: anche loro tutti vestititi di rosso, con tamburelli e grida di gioia. Un applauso fragoroso e scrosciante arriva poi dal corteo quando prende la parola, al microfono, un altro ragazzo, Elia Buffa: «Si sono uniti al corteo comitati ambientalisti come quello contro Gaia, contro la discarica ex cava Viti, siamo contro lo scempio e la distruzione dei nostri territori, stanno distruggendo le nostre montagne in nome del capitale, per fare profitto, al solo scopo di accumulare ricchezza a scapito di ambiente e dei lavoratori. Questo è solo il punto di partenza» promette. —
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