La protesta
Carabinieri sulle tracce dei ladri del falso Bruegel
Dalle micro telecamere e da testimonianze l’identikit degli autori del colpo. Vittorio Sgarbi: «Stratagemma magnifico, non ci sono più i furti d’arte di una volta»
CASTELNUOVO MAGRA. Si stringe il cerchio intorno ai ladri beffati. I due uomini che mercoledì alle 13 hanno trafugato la copia de “La crocifissione” di Pieter Bruegel “il giovane” rimanendo con un pugno di mosche in mano invece dei 3 milioni di euro di valore dell’opera originale, conservata in una delle navate della chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo, sarebbero stati identificati e sono ricercati non solo sul territorio nazionale.. I carabinieri dello speciale nucleo per la tutela dei beni culturali di Genova, titolari dell’inchiesta e grazie ai quali è stato possibile mettere in pratica lo stratagemma della sostituzione dell’originale con un “falso” grazie alla grande attività di prevenzione del crimine nel mondo dei trafficanti d’arte che avevano segnalato “La crocifissione” nel mirino, rimangono con la bocca cucita. Ma le micro telecamere piazzate sulla via Gramsci nel cuore del paese e all’interno della chiesa avrebbero portato a risultati molto interessanti nell’inchiesta. La libertà per i due esecutori materiali del furto su commissione starebbe dunque per cessare.
E la storia del furto, approdata anche sulle frequenze tv e radio nazionale ancora nella giornata di ieri, si arricchisce di ulteriori particolari. Decisiva la testimonianza di una quarantenne residente in via Gramsci che ha riferito ai carabinieri: «Ero alla finestra di casa, avevo appena finito di pranzare intorno alle 13 e stavo fumando una sigaretta – racconta – quando ho visto nitidamente la Peugeot bianca con a bordo due persone totalmente sconosciute che veniva giù dalla discesa non certo a velocità moderata. Sono andati anche a sbattere nel fianco destro contro un ponteggio di una casa in rifacimento, e poi si sono dileguati a tutta velocità. La prima cosa che ho fatto è stata di riferire tutto agli inquirenti».
Marta Moracchioli è una delle fedelissime della chiesa di S. Maria Maddalena, sempre pronta a dare una mano al parroco don Alessandro Chiantaretto: «Da qualche tempo molti qui a Castelnuovo avanzavano dubbi su quell’opera. Ci siamo ritrovati in diverse circostanze con tante persone a discutere se “La Crocifissione” fosse stata sostituita o no, perché più di qualche elemento non tornava. Da noi quel quadro, così come la chiesa e tutto ciò che c’è intorno, li sentiamo talmente nostri che ne abbiamo perfetta conoscenza. Io stessa l’ho chiesto più volte al “don”, ma non c’è stato modo di farsi dire la verità. Di certo, sono stati tutti molto bravi nel gestire questa storia».
Il sindaco Daniele Montebello: «È stata prodotta una copia molto fedele all’originale solo un occhio attento poteva capire che era stato sostituito, e devo dire che i compaesani hanno dimostrato di avere una padronanza dell’opera straordinaria. Oggi dicono tutti che se n’erano accorti – conclude – ma non è così».
Sul punto anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha partecipato al programma di Radio 1 “Cento Città”: «Quando ho saputo del furto, mi sono molto dispiaciuto: conosco “La crocifissione” per averla visitata più volte, un quadro pieno di poesia, esperienza indimenticabile – ha detto - Poi la scoperta dello stratagemma al quale hanno partecipato anche sindaco e parroco con i carabinieri, mi ha rallegrato, sono stati magnifici. Non esistono più i ladri d’arte di una volta». —
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