Il Tirreno

Le coop dei cavatori: ecco perché oggi non scioperiamo

R.C.

i tre presidenti: solidali con chi ha perso il lavoro, bene il sì alle cave, ma in passato siamo stati lasciati soli dai sindacati 

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CARRARA. «Condividiamo le motivazioni che domani (oggi per chi legge ndr) porteranno i lavoratori del settore edile a incrociare le braccia, perché anche noi siamo convinti che solo la crescita economica, e quindi una politica di forti investimenti pubblici attraverso lo sblocco dei tanti cantieri fermi, porti a una ripresa dell'occupazione. Ed esprimiamo solidarietà alle donne e agli uomini che in questi anni di crisi hanno perso il proprio posto di lavoro. Ma non possiamo aderire alla giornata di sciopero indetta dai sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil perché non ci è piaciuto l'atteggiamento, timido se non silente, tenuto fin qui dai nostri rappresentanti sindacali sulla questione delle cave di marmo».

Con queste parole i consigli delle cooperative di cavatori di Carrara (Cooperativa fra Cavatori di Gioia; Cooperativa Cavatori Canalgrande e Cooperativa Cavatori Lorano) spiegano le motivazioni che li hanno portati a non aderire allo sciopero di oggi.

«Noi siamo lavoratori che hanno una storia e un presente fatto di valori di solidarietà e comunanza - spiegano – e che vedono nel sindacato uno strumento indispensabile per garantire sicurezza, diritti, tutele e occupazione, ma proprio per questo non possiamo nascondere l'amarezza e la delusione che ci hanno colti vedendo i nostri rappresentanti rimanere troppo a lungo in silenzio di fronte agli attacchi al nostro lavoro e di fronte a cave chiuse per cavilli burocratici e interpretativi di norme controverse, provvedimenti che hanno messo e mettono a grave rischio l'occupazione di tanti di noi».

«Ci fa piacere che lo striscione che i sindacati porteranno a Roma dica un chiaro Sì alle cave a Carrara- continuano i cavatori delle cooperative -, ma ci avrebbe fatto piacere che quel netto Sì fosse stato detto anche quando siamo stati soli di fronte a un'offensiva ideologica e pregiudiziale che aveva e ha come unico scopo quello di impedire alle cave di poter lavorare. Comunque meglio tardi che mai se oggi i nostri sindacati tornano a far sentire la propria voce, anche perché ci sembra che oramai sia patrimonio comune la necessità, che noi già da tempo abbiamo sollevato, di arrivare a una chiarezza normativa che non lasci spazio a interpretazioni pregiudiziali contro le cave e il lavoro dei cavatori».

«Il nostro auspicio – spiegano i consigli delle tre coop di cavatori - è che si possa iniziare una strada di confronto costruttivo con tutti i soggetti interessati dal Comune alla Regione, anche in vista del nuovo Piano Regionale Cave che andrà in discussione in Consiglio Regionale. E chiediamo che in questo cammino Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil siano al nostro fianco proprio per garantire un sistema di escavazione e lavorazione del marmo sempre più in grado di creare crescita e occupazione in maniera compatibile con l'ambiente e sicura per tutti i lavoratori. E proprio per questo ci diciamo fin da subito disponibili a un incontro con i tre segretari». —

R.C.

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