Il dolore
Investe un ciclista, trentenne a processo per lesioni colpose
La donna accusata di lesioni colpose. Il ferito è rimasto 40 giorni in ospedale
MASSA. Secondo il pubblico ministero (in aula l’accusa è rappresentata da Debora Bracco) è stata Karina Matveeva, uzbeca di 31 anni, ad investire un ciclista costringendolo ad un ricovero di 40 giorni, alcuni dei quali trascorsi in terapia intensiva e ad un lungo recupero con una convalescenza di 100 giorni. . La donna è infatti a processo, di fronte al giudice monocratico Fulvio Biasotti: per lei l’accusa è lesioni colpose per aver «cagionato un incidente stradale con danni alle persone». In particolare quell’incidente lo avrebbe causato - motiva l’accusa - per «negligenza, imprudenza, imperizia». E per «inosservanza delle norme che disciplinano la circolazione stradale».
Il pm contesta «una velocità non commisurata alle condizioni del tempo, del luogo e del traffico stradale, velocità - sostiene - che non avrebbe comunque consentito di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza». La donna- sempre secondo la ricostruzione del pubblico ministero - non sarebbe stata in grado di frenare in tempo per evitare il ciclista «in corrispondenza di un attraversamento pedonale».
L’uomo, quindi, è stato investito ed è finito al pronto soccorso con una serie di fratture e contusioni tra cui una polmonare. Il ciclista è stato, quindi, ricoverato in terapia intensiva ed è rimasto in ospedale - stando alle certificazione agli atti - per 40 giorni dopo i quali è stato dimesso, ma il suo recupero è stato lungo e si è protratto per ulteriori 100 giorni. Di qui le indagini: la donna alla guida dell’auto che ha investito il ciclista è ora a processo con l’accusa di lesioni colpose.
Ieri mattina, di fronte al giudice Fulvio Biasotti, la prima udienza che si è aperta con un rinvio: per difetti di notifica, infatti, non è stato possibile aprire, appunto, il processo a carico della donna. —
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