Sicurezza
Sicurezza e lavoro, marmo e edilizia incrociano le braccia
Corteo nazionale a Roma e una macchina organizzativa che si è messa in moto anche a Massa-Carrara
Cgil, Cisl e Uil in piazza del Popolo per lo sciopero nazionale di domani a Roma: macchina organizzativa in allestimento anche dalla provincia apuana per lo sciopero nazionale indetto a Roma per la giornata di domani e proclamato dal settore edile di Cgil, Cisl e Uil. All'appello a livello nazionale risponde dunque anche il territorio apuano con un focus in particolare sul settore lapideo.
«Abbiamo invitato ad aderire tutti gli iscritti e rimborseremo i biglietti del treno a chi parteciperà», fanno sapere dalla Feneal Uil locale da dove ribadiscono ciò che scriveranno sullo striscione che arriverà direttamente al corteo romano: «Carrara: sì alle cave! Vogliamo lavorare: in sicurezza con regole certe per più posti di lavoro».
Sicurezza nel lavoro, chiarezza nelle norme, tempi della burocrazia più snelli e più posti di lavoro sono i punti che vengono snocciolati anche da Fillea Cgil. «Nello sciopero nazionale per il settore delle costruzioni c'è anche il lapideo, dalle cave ai laboratori. Ogni territorio è caratterizzato dalle sue problematiche e noi porteremo una trentina di cavatori – aggiunge Leonardo Quadrelli (segretario provinciale della Fillea Cgil) – a testimoniare quelli che sono i nostri problemi. Vogliamo lavorare le cave in sicurezza – va avanti Quadrelli – con regole certe e per avere più posti di lavoro. È questa la strada che auspichiamo. Un altro aspetto è quello delle tempistiche sulle norme, vogliamo una task force che si metta in moto per accelerare i tempi; anche perché alla fine a rimetterci sono soltanto i lavoratori: è questo il messaggio che deve arrivare dalla piazza romana». A completare il quadro c'è poi il punto della situazione fornito in nota proprio nei giorni scorsi direttamente dalla Filca-Cisl a livello regionale. «Gli ultimi anni, infatti, sono stati contraddistinti da un numero altissimo di lavoratori edili espulsi dal mercato e dalla scomparsa di centinaia di aziende di costruzioni. Centinaia di progetti cantierabili, ma ancora bloccati a causa di ritardi dei finanziamenti statali, per un valore, nella sola Toscana, che sfiora i circa 4 miliardi assegnati appunto dal bilancio regionale ad infrastrutture o interventi per la mobilità. Progetti infrastrutturali pronti ad essere realizzati ma bloccati in attesa delle risorse statali o di ulteriori fantomatici project review», si legge. «Lo diciamo ormai da tempo che fare le infrastrutture costa, ma non farle costa di più, perché significa far arretrare il Paese e mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Portare avanti le infrastrutture già avviate e cantierizzate vuol dire mandare avanti quelle piccole e grandi opere previste appunto nella nostra regione nei prossimi 5 anni che consentirebbero di creare circa 15.000 posti di lavoro tra diretti ed indiretti, aumentando il Pil della Toscana», stimano sempre da Filca-Cisl.
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