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Di Maio firma, la Sanac passa ad Arcelor Autorizzata la cessione, adesso si tratta

C.F.
Di Maio firma, la Sanac passa ad Arcelor Autorizzata la cessione, adesso si tratta

La soddisfazione di Ferri e Bugliani (Pd): «Finalmente il ministro ha battuto un colpo». Via libera al rilancio dell’azienda

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MASSA. Mancava solo un firma, quella decisiva del ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio. Ora, quella firma è (finalmente) arrivata: il Di Maio ha detto sì e i 120 lavoratori di Sanac tirano un sospiro di sollievo. Il Mise, ministero dello Sviluppo Economico ha dato l’autorizzazione alla vendita del gruppo Sanac ad Arcelor Mittal, la multinazionale che ha acquisito l’Ilva di Taranto che di è la è principale cliente. L’autorizzazione, attesa da mesi fa seguito alla valutazione di congruità dell’offerta da parte dell’advisor Rotschild e consente che al tavolo già convocato al Mise il prossimo 4 aprile, con sindacati e istituzioni, si possa già entrare “nel vivo” di quel che significherà questo accordo.. «La firma del Mise era necessaria – commenta Nicola Del Vecchio, segretario Filtec Cgil – adesso di apre la trattativa vera e propria con la nuova proprietà. Ancora nulla sappiamo del piano industriale di Sanac, ma siamo fiduciosi. Noi, intendo i sindacati e i lavoratori, al tavolo di Roma chiederemo il mantenimento dei livelli occupazionali, strategie di aumento dell’organico, mantenimento dei diritti acquisiti dei lavoratori. Se questi punti saranno accolti, la trattativa potrebbe chiudersi in tempi brevi».

Il primo a dare l’annuncio della avvenuta autorizzazione del Mise è stato Cosimo Ferri, deputato del Pd, che ha seguito da vicino la vicenda e che ora rivendica il risultato ottenuto. «In questi mesi abbiamo svolto un costante lavoro di stimolo con il quale si è chiesta attenzione per la Sanac e per i lavoratori – dice – . Un lavoro che ha dato i propri frutti e che rivendichiamo con orgoglio. Adesso, la nuova proprietà ha il compito di sfruttare appieno le grandi potenzialità di questa azienda programmandone lo sviluppo con una seria strategia di rilancio. Il nostro compito è quello di tenere sempre alta l’attenzione delle istituzioni e degli organi competenti. Si può così aprire un nuovo percorso per Sanac e per i lavoratori la cui attesa è finita. Di Maio ha finalmente dato un segno di vita. Adesso si recuperi il tempo perso».

In piena sintonia il commento di Giacomo Bugliani, consigliere regionale Pd: «Finalmente il ministro Di Maio ha battuto un colpo. L’autorizzazione alla vendita di Sanac ad Arcelor Mittal era un passaggio atteso da molto tempo e ora finalmente si è concretizzato. Era la conditio sine qua non per avviare un percorso di rilancio adesso ineludibile. Lo aspettano i lavoratori Sanac e con loro un intero territorio che si è fatto sentire in difesa di un presidio produttivo che non poteva in alcun modo essere messo in ginocchio. Ora il passo è stato fatto e dobbiamo guardare avanti. Da parte mia, come rappresentante del territorio in Regione, continuerò a monitorare la situazione perché la crescita e lo sviluppo di questa azienda sono fondamentali per la ripresa di Massa Carrara».

Soddisfazione diffusa dunque, ma anche uno strascico polemico. Riccardo Ricciardi, deputato M5s, replica al collega piddino Cosimo Ferri, il quale (prima della svolta di ieri) aveva detto: “non comprendo l’utilità del tavolo proposto da Ricciardi, ciò che serve è la firma di Di Maio”. «Di fronte agli operai Sanac – gli risponde Ricciardi – ho sottolineato l’importanza che la politica del territorio facesse squadra tra vari livelli istituzionali, senza distinzione di partito, per il bene di tutti. Purtroppo il Pd non perde occasione per fare polemica strumentale e comizi inopportuni, pensando in questo modo di recuperare credibilità. Il deputato Ferri farebbe bene a guardare le responsabilità del suo partito sulla vicenda Ilva e sul bando assurdo che venne scritto dal suo governo. Il ministro Di Maio sta risolvendo una situazione complicatissima. I sindacati e gli operai chiedevano una convocazione che nel pomeriggio è arrivata. Questo tavolo deve ovviamente essere risolutivo, ma che le soluzioni le proponga il Pd fa sorridere». —C.F.



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