«A Marina serve un hotel non altri appartamenti»
CARRARA. «Ci risiamo con l’ex hotel Mediterraneo. La Porto spa, che non era riuscita a sfondare con la vecchia amministrazione, anche per la costante vigilanza di Legambiente e delle altre Associazioni ambientaliste, sembra aver trovato un nuovo interlocutore per poter finalmente attuare quello che era il suo reale obiettivo: trasformare in appartamenti il 40% dell’albergo per il quale aveva ottenuto la concessione». Comincia così la nota degli ambientalisti apuani.
«La Porto e il suo “numero uno”, il dottor Enrico Bogazzi, intenderebbero utilizzare una legge regionale, l’86 del 2016, e il suo regolamento di attuazione, approvato ad agosto 2018- proseguono - per realizzare quello che viene chiamato “condhotel” (coesistenza di condominio e hotel). Però la legge fa riferimento alla riqualificazione degli esercizi alberghieri esistenti e non “sulla carta”».
«Nel caso di Marina e dell’ex Mediterraneo, le cose non stanno così - continua la nota - La Porto spa ha distrutto un albergo esistente e funzionante, lasciando senza lavoro i dipendenti, e ha presentato progetti, via via ridimensionati quanto a prestigio, in cui la realizzazione di un albergo fungeva da cavallo di Troia per realizzare uffici e appartamenti. Adesso ci ri prova, trovando credito presso alcuni amministratori. Alla Porto si deve imporre di mantenere gli impegni: costruire l’albergo così come stabiliscono i permessi ottenuti. Un albergo, quello sì, servirebbe, ma non se è il cavallo di Troia di altro inutile cemento». —
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