Il Tirreno

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«Il post terremoto è finito ricostruzione da 105 milioni»

Cristiano Borghini
«Il post terremoto è finito ricostruzione da 105 milioni»

Il sindaco Riccardo Ballerini fa il bilancio dei suoi 5 anni di governo segnati dal sisma. E appoggia l’idea di un marchio per tutelare Marocca e altre specialità

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CASOLA. Sembrano passati in un soffio questi primi cinque anni di amministrazione per il sindaco Riccardo Ballerini, un mandato che ha dovuto fare i conti con eventi calamitosi che hanno messo a dura prova il comprensorio, incidendo delle cicatrici profonde, le quali lentamente si stanno rimarginando.

«Cinque anni impegnativi dice il primo cittadino – Nel 2014 uscivamo da una situazione scaturita l’anno precedente dalle conseguenze del terremoto, che ha provocato danni materiali sul territorio. L’amministrazione si è dovuta sobbarcare tutti i problemi inerenti la ricostruzione, che ha impegnato l’intera legislaturai. Il Comune ha gestito, in ottica di ricostruzione, 105 milioni di euro, provenienti dal governo centrale, per rendere nuovamente agibili le abitazioni. Ad oggi abbiamo una situazione nuovamente normalizzata. A distanza di cinque anni, nel Dicembre dello scorso anno, anche il municipio ha avuto la sua quota di fondi per riparare i danni subiti durante l’evento. Abbiamo ricevuto 1,5 milioni di euro, una parte li avevamo anticipati per la restaurazione della torre di Casola, anch’essa colpita da sisma e simbolo della nostra cittadina. Sono già parallelamente partiti i lavori di messa in sicurezza dei cimiteri ed il recupero di due vecchi edifici scolastici in disuso, messi a disposizione della popolazione per attività varie, dall’associazionismo alla socializzazione».

Nel programma di azione dell’amministrazione c’è anche il recupero delle scuole a Regnano e Luscignano e gli impianti sportivi del comprensorio di calcio e tennis. «Ad oggi il Comune di Casola non più beni immobili di proprietà inagibili», rimarca Ballerini.

Ma Casola è anche tradizione, a partire dalla sua celebre Marocca. E su questo punta molto il sindaco uscente: «Casola ha una vocazione agricola. La Marocca, le patate, la farina di castagne, l’olio sono le nostre eccellenze, conosciute anche al di fuori dei confini lunigianesi, con la Marocca che diventa la nostra ambasciatrice. Bisogna fare i complimenti a chi ogni giorno si spende per portare avanti queste tradizioni. Casola però è anche cultura: siamo nella fase finale che porterà alla ristrutturazione del museo. Oltre ai lavori alla torre abbiamo intrapreso un processo di restaurazione di un antico ponte e della rocca a Codiponte. A Regnano si andrà ad agire per conservare un ponte romano».

Ballerini pensa anche alla creazione di un brand per proteggere le tipicità dal rischio di contraffazione: «Ma è un argomento che deve essere sviluppato insieme a tutti i primi cittadini, impegnandoci a creare un marchio comune».

Il sindaco torna poi al sisma del 2013: «Dopo il terremoto ci sono sono stati momenti di sconforto. Ne siamo però usciti bene, abbiamo lavorato tutti insieme, oltre alla squadra dei tecnici comunali, abbiamo avuto una risposta positiva anche dalle ditte. Sotto il profilo umano ho avuto tantissime soddisfazioni, insieme alla mia squadra di governo, con le associazioni che hanno lavorato a fianco dell’amministrazione per il ripristino. Due anni e mezzo di mandato come presidente dell’Unione dei Comuni hanno rappresentato un ulteriore onore». Il futuro appartiene ai piccoli comuni? «Sì. I piccoli comuni devono rimanere, devono essere la garanzia per i cittadini che vi abitano. Con le fusioni le persone perdono la loro identità e il rapporto di vicinanza con la pubblica amministrazione». —

Cristiano Borghini

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