Sicurezza
Sopravvivere non è impossibile Basta “fare la cosa giusta”
Nonostante le difficoltà Sabrina Giannetti, proprietaria dell’Hotel Eden a Cinquale mostra che il futuro esiste «Adeguarsi e lavorare duro»
massa-carrara.“Ehi ragazzo, vieni qua. Mi raccomando: fa la cosa giusta”. Lo dice “Il Sindaco”, il personaggio del celebre film del regista statunitense Spike Lee “Fa la cosa giusta”. Dal personaggio più bistrattato della pellicola arriva questo semplice, forse fumoso, ma efficace consiglio.
Ed è facendo la cosa giusta probabilmente che Sabrina Giannetti, proprietaria dell’Hotel Eden a Cinquale, è rimasta sul mercato per anni, senza dovere issare bandiera bianca come tanti colleghi. Che non critica: « fare gli albergatori, in questo tempo, forse si deve essere un po’ masochisti».
Gli anni novanta sono stati il momento del cambio repentino sia sulle strutture che per quanto riguardava le aspettative dei turisti. «Fino ad allora ci si portavano dietro le regole degli anni ’50, poi di colpo, il cambiamento. Norme antincendio, sicurezza, l’avvento di Internet, il cambio di prospettiva della commercializzazione. Questo ha destabilizzato e ha fatto selezione, tra strutture che potevano rimanere e altre che non sono riuscite».
Certo, per rimanere vivi servivano i soldi. «Si deve dividere in due il capitolo sugli investimenti: gli interventi strutturali e gli interventi di gestione», spiega Giannetti. «Antincendio e sicurezza, e tutta la normativa, è stato sulla struttura. Mentre l’avvento di Internet ha cambiato l’asse per quanto riguarda la commercializzazione. Erano novità, bisognava fare o imparare a fare». E servivano soldi.
«Alcune cose sono arrivate dall’intuizione – spiega ancora Giannetti – poi c’erano cose che stavano venendo avanti e che bisognava affrontare. CI fu l’occasione di Itali ’90, dove c’erano delle agevolazioni per chi presentava un progetto. Noi non riuscimmo a ottenerle, ma in quegli anni si sbloccarono alcuni fondi regionali e noi si fece l’intervento aiutati da questi contributi». Giannetti sottolinea a questo proposito l’importanza del pubblico a difesa del comparto. «È sostanziale. Le grandi compagnie hanno accesso al credito diverso, per chi invece ha una gestione familiare potere avere degli aiuti è fondamentale.La scomparsa della concorrenza non ha fatto granché bene a chi è rimasto. “Siamo una destinazione turistica, più il territorio può mettere sul piatto una diversificazione di strutture ricettive e meglio è. La concorrenza chiaramente ha la sua importanza, però più ampio è il paniere meglio è».
Una visione dal futuro. “Quando si lavora si deve lavorare sempre al meglio. Lo standard di servizi di comfort che tutti noi abbiamo in casa è molto maggiore di quello che avevamo una volta. E bisogna adeguarsi. Sarebbe anacronistico fare la guerra ai B&b. Gli alberghi fanno altro, la possibilità dell’apertura 24 ore su 24. . Bene però che si possa giocare tutti con le stesse regole: tutti pagano imposta di soggiorno e registrazione».
E per il futuro? «Basta vivere e guardare i cambiamenti sul mercato. Sicuramente chi dà servizi di qualità, con personale formato, una struttura sicura e curata, disposizione all’accoglienza, non deve temere i cambiamenti che ci sono. La gente ricerca molto queste cose». Insomma, fà la cosa giusta.
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