Sicurezza
«Marmo, dagli imprenditori serve atto di responsabilità»
CARRARA. Marmo, sul botta e risposta a distanza fra il presidente della Confindustria apuana Erich Lucchetti e il segretario della Cgil Paolo Gozzani interviene Carlo Paolini di Leu.
«Evocare un “esproprio proletario” della proprietà delle cave da parte della Regione e del sindacato e minacciare la “serrata” da parte degli imprenditori significa solo fare del polverone ideologico per nascondere i veri problemi del settore e del territorio – scrive Paolini – Gli enti pubblici dal Comune, alla Provincia, alla Regione nel corso dei decenni hanno sempre sostenuto il settore lapideo anche con notevoli finanziamenti pubblici. Il settore lapideo nel corso degli anni, anche nei periodi di crisi, ha accumulato enormi profitti». «È giusto riconoscere i meriti di chi opera nel settore - continua la nota di Leu - ma è altrettanto giusto porre la questione della redistribuzione di quella enorme ricchezza sui lavoratori e sulla popolazione del territorio. Questo dice da sempre la Cgil e non da sola, è anche il punto di vista delle amministrazioni democratiche e delle forze politiche di progresso».
«Non si tratta - precisa Paolini - di porre gli imprenditori sul banco degli imputati, si tratta di richiamarli alle loro responsabilità, quelle previste dalla Costituzione che Lucchetti cita solo parzialmente. Recita per esteso l’art. 41: “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo di recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Esistono da tempo nel settore lapideo problemi seri riguardanti la sicurezza sul lavoro, la tutela ambientale, i livelli della tassazione, l’equilibrio tra escavazione e lavorazione ed anche la ridefinizione delle norme giuridiche, di competenza del Parlamento nazionale come ha stabilito la Corte costituzionale, sulla proprietà visto il carattere antiquato di gran parte della normativa vigente».
«Le associazioni degli imprenditori e i sindacati dei lavoratori con le istituzioni dovrebbero discutere e affrontare questi problemi - conclude Paolini - per superare ritardi e squilibri nell’interesse generale». —
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