Gioco
Una laurea in ingegneria nel cassetto e poi la scelta di aprire un agriturismo
Barbara Maffei: ce l’ho fatta grazie all’aiuto dei miei genitori La sindacalista: ancora oggi le donne chiedono il part time per conciliare lavoro e famiglia
massa. Testimonianze e ricordi di donne che ce l’hanno fatta. Ma con quanti sacrifici, e bocconi amari da buttar giù. Barbara Maffei (nella foto) è una delle pochissime ingegnere della provincia ed è imprenditrice turistica a Licciana Nardi: oggi possiede l’agriturismo Borgo Antico ad Apella, è sposata e ha una figlia. Tutto quello che poteva desiderare. «Ci sono riuscita sicuramente grazie alle mie capacità, al mio coraggio e alla mia determinazione– racconta la Maffei– ma va detto che se non avessi avuto la mia famiglia ad aiutarmi, forse sarebbe stato impossibile. All’università, l’ultimo anno prima della laurea ero l’unica donna del corso di ingegneria; a Milano, dove mi trasferii per lavorare, mi resi subito conto della disparità di trattamento tra donne e uomini e anche delle mansioni diverse che venivano attribuite. Tutto mi ha fortificato. Decisi di tornare in Lunigiana e di cambiare settore e vita. Ho potuto farlo perché qui avevo la mia famiglia, mamma, papà, che sono stati indispensabili per permettermi di realizzare il mio sogno. Soprattutto per non rinunciare a nulla: imprenditrice, moglie e mamma».
Patrizia Bernieri è una nota sindacalista apuana, una delle prime donne elette nella segretaria della Cgil, oggi alla Funzione pubblica. «Vengo dal mondo del pubblico impiego, entrai in Comune a Massa nel 1979, a 22 anni. A quel tempo era possibile, come fu possibile per me metter su famiglia e avere due figli, senza perdere il lavoro. Certo ho dovuto lasciare qualcosa indietro. Non potevo avere tutto. Non mi laureai più, lasciai gli esami a metà. In Comune mi fu subito tutto molto chiaro. Le donne agli sportelli e gli uomini ai piani alti. Iniziò la mia battaglia per le lavoratrici del pubblico impiego. Oggi non è cambiato molto. Le donne non risultano competitive, perché ancora pesa su di loro il carico famigliare dell’esterno, figli, genitori, anziani. Fanno meno ore di straordinario, perché devono dedicarle alla famiglia; prediligono il part time, ma perché sono obbligate. Al netto delle ore sembrano meno produttive quindi. La mia battaglia è quella della contrattazione di genere a cui siamo lontani anni luce». –
M. D. A.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google