Il Tirreno

I problemi allo stadio

L’assessore: sulla Nord non possiamo dare i tempi

Luca Barbieri
L’assessore: sulla Nord non possiamo dare i tempi

L’impegno dell’amministrazione è concentrato a rispettare le scadenze legate alla proroga per la gradinata e la Sud, poi si potrà pensare al resto

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CARRARA. Prima la fine dei lavori in gradinata e nella curva sud, dopodiché si potrà pensare alla Curva Nord “Lauro Perini”; finché questo iter non sarà concluso, tuttavia, non saranno disponibili tempistiche sulla riapertura del settore degli ultras del dei Marmi. È questo, in estrema sintesi, il concetto che arriva da piazza Due Giugno su uno dei capitoli della questione stadio, la riapertura della curva di casa, chiusa da inizio stagione.

Nei giorni scorsi, infatti, i tifosi giallo azzurri della Curva Nord avevano invocato in un comunicato chiarezza sui tempi, risposte e un incontro con l'amministrazione per l'apertura del settore. Risposte e soprattutto tempistiche che potranno essere definite meglio soltanto al termine del percorso con al centro gradinata e curva sud. «Non ci sono imprevisti a oggi, quindi i lavori richiesti saranno completati secondo i tempi dettati dalla commissione: c'è corrispondenza tra tempi e lavori», fa sapere l'assessore Andrea Raggi che continua: «Il progetto per la Curva Nord deve essere approvato dalla commissione dopo che saranno finiti i lavori in gradinata e in curva sud. Ci è stato detto chiaramente: nessun aumento di capienza senza lavori terminati. Prima questi, quindi, qualora poi non ci fossero altre prescrizioni, noi andiamo in commissione per riaprire parzialmente la curva nord. Il Comune, ribadisco, vuole aprire la curva quanto i tifosi perché conosciamo bene il suo grande valore simbolico».

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Rimane in piedi quindi il progetto che prevede una curva nord aperta, seppur a capienza ridotta, ma sui tempi ancora nulla. Il verbale. Prima di poterli fornire, come spiegano dal Comune, bisognerà aspettare il termine e il collaudo degli interventi che riguardano, riepiloghiamo, i separatori tra settori dello stadio e l'impianto Evac (evacuazione acustica). Lavori che sono stati richiesti nel verbale stilato dalla Commissione di pubblico spettacolo poco dopo l'ok per l'agibilità per gradinata (capienza per 1200 unità) e "sud" (capienza massima consentita di 620 spettatori) ottenuto il 15 dicembre scorso e per cui venivano dati due mesi di tempo per la realizzazione; periodo prorogato, per altri 45 giorni, in data 14 febbraio. Fine marzo, quindi. La proroga alla scadenza dei 60 giorni era stata concessa al termine della Commissione nella mattinata del 14 febbraio, e richiesta a causa di «tempi tecnici “non comprimibili”», nonché per gestire i cantieri in base agli impegni degli azzurri di Silvio Baldini, come si evince dal verbale della commissione di pubblico spettacolo di cui siamo entrati in possesso.

E così, stando sempre al verbale, se al 14 febbraio erano conclusi «i getti di tre dei quattro separatori», per l'Evac si parlava di «leggero ritardo dovuto ai tempi di fornitura dei materiali». Un impianto, quello Evac, si spiegava, che «dovrà garantire l'intelligibilità dei messaggi trasmessi» e da estendere «in tutti quegli spazi di “comunità” che costituiscono l'impianto sportivo nella sua interezza» e quindi anche spogliatoi e zona d'ingresso. Altro punto discusso nella seduta, ma fuori dalle tempistiche dettate dalla Commissione, il muro retrostante la gradinata su cui veniva richiesta, entro la settimana successiva, una «certificazione di idoneità statica». Insomma, per le prime tempistiche sulla nord si dovrà aspettare l'inizio della primavera. —

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