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Danno erariale: la Corte dei conti chiede 386mila euro ai “furbetti”
Lettera di richiesta risarcimento ai sedici dipendenti del Genio civile in forza nella sede di Massa indagati per assenteismo e false attestazioni e poi licenziati
massa. La Corte dei Conti entra nel merito del danno provocato alla Regione Toscana dai sedici dipendenti, finiti nell’inchiesta dei “furbetti del cartellino” della Procura di Massa Carrara e chiede 386mila euro di danni all’immagine dell’ente.
È l’ennesima doccia fredda che arriva addosso agli ex dipendenti del Genio civile, prima arrestati, poi licenziati lo scorso 6 settembre per aver omesso di timbrare il cartellino quando uscivano dagli uffici per questioni “personali”, sottraendo, secondo la Procura, ore al servizio pubblico e soldi alle casse della Regione. E quindi all’erario.
La lettera della Corte dei Conti è arrivata a tutti i sedici dipendenti del Genio civile, in forza alla sede di Massa, a cui la Procura della Repubblica, con la sua indagine, contestò il 55- quater, “falsa attestazione della presenza in servizio”
Due le poste di danno calcolate dalla Corte dei Conti dopo aver ricevuto gli atti: il danno patrimoniale, che ammonta a 28.920 euro, in base alle ore di lavoro che ciascuno aveva sottratto al servizio, e il danno all’immagine della Regione, che invece è molto più consistente, 386mila euro, per “condotta illecita” e “assenteismo”. La Corte dei Conti ha calcolato il danno patrimoniale, come detto, in base alle ore specifiche sottratte al servizio pubblico: c’è chi dovrà risarcire la Regione con 311 euro e chi con 3.691 euro. Per qualcuno si trattò di un pugno di ore in due anni, 33, 23; per qualcun altro si è arrivati a 241 ore, trascorse fuori dall’ufficio, ma non per lavorare.
Il danno all’immagine, invece, la Corte dei Conti lo calcola facendo una “valutazione equitativa” degli elementi oggettivi, soggettivi e sociali a sua disposizione e tenendo conto dell’ultimo stipendio goduto dai dipendenti. Si va da un minimo di 14mila euro ad un massimo di 33mila euro di danni all’immagine della Regione Toscana. Per un totale di 386mila euro. Insomma, la Regione spara altissima in questa partita contro i suoi ex dipendenti, molti dei quali, dalle voci raccolte in queste settimane, sono alla disperazione: licenziati, senza liquidazione, con mutui aperti, strozzati dai debiti e “gettati” nuovamente in un mercato del lavoro che di loro non sa più cosa farsene. Tuttavia, la partita non è chiusa. Gli avvocati hanno impugnato i licenziamenti e per quanto riguarda i risarcimenti c’è ancora un’istruttoria tutta da percorrere. La Corte dei Conti, stessa invita adesso i sedici ex dipendenti a depositare, attraverso i loro legali, entro 45 giorni, la proprie deduzioni, avvertendo che entro lo stesso termine potranno anche esaminare tutte le fonti di prova indicate alla base della contestazione e chiedere di essere ascoltati personalmente. —
Manuela D’Angelo
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