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Simulavano assunzioni per riuscire ad avere il permesso di soggiorno
massa. Denunciati in dieci, italiani ed extracomunitari, per aver messo su una serie di falsi rapporti di lavoro per fare ottenere ad alcuni cittadini stranieri i permessi di soggiorno per restare in Italia.
Nel reato hanno concorso un consulente del lavoro e alcuni imprenditori locali attraverso il perfezionamento di comunicazioni di assunzione ideologicamente false «basate su presupposti inesistenti, propedeutiche alla presentazione delle domande di rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro presso diverse questure italiane» fanno sapere dall’Ispettorato del lavoro.
Gli extracomunitari (senegalesi e tunisini, domiciliati tra Pisa, Livorno, Firenze, Massa ma anche in Liguria) hanno simulato rapporti di lavoro nei settori dell'edilizia, dell'intermediazione immobiliare, creditizia e finanziaria.
Di fatto i carabinieri hanno accertato che, dopo il perfezionamento delle comunicazioni di assunzione degli extracomunitari mancavano diversi passaggi e si sono insospettiti.
Di fatto i carabinieri hanno accertato che, dopo il perfezionamento delle comunicazioni di assunzione degli extracomunitari, non ci sono stati diversi passaggi: il reale svolgimento di prestazioni di lavoro; la sottoscrizione di contratti di appalto comprovanti i lavori svolti; l'elaborazione dei documenti di cantiere (descrittivi e planimetrici); l'emissione di fatture dichiaranti le spese sostenute; la corresponsione delle retribuzioni salariali; il versamento dei contributi dovuti. —
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