Il Tirreno

il caso 

Il paese dove la posta arriva a singhiozzo...e la gente insorge

Gianluca Uberti
Il paese dove la posta arriva a singhiozzo...e la gente insorge

A Stadano interviene anche il difensore civico regionale che parla di “rischi di sospensione della fornitura” e chiede un intervento dell’azienda per ridurre i tempi di consegna

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AULLA. Anche la frazione aullese di Stadano si solleva contro Poste Italiane spa. Perché ormai sono settimane che si levano lamentele continue per il recapito della posta nelle cassette delle lettere. Succede, infatti, che la corrispondenza arrivi in netto ritardo rispetto a quanto si attende l’utenza, spesso alle prese con bollette da pagare e scadenze di vario genere, quindi si creano situazioni davvero surreali e spiacevoli. Una per tutte la storia assurda di un residente nel centro storico di Aulla, che si è ritrovato con il gas staccato, di cui Il Tirreno ha riferito nei giorni scorsi.

Ma ora a insorgere è una intera frazione, quella aullese di Stadano, rappresentata da Luca Venturini, nuovo presidente dell'associazione "Stadano Bonaparte", il quale ha scritto, esattamente un mese fa, a Poste Italiane spa e, per conoscenza, alla Prefettura di Massa Carrara, al Difensore Civico regionale e all'Amministrazione comunale di Aulla. Venturini parlava apertamente di «malfunzionamento del servizio postale» dal periodo natalizio, facendo notare che nessun riscontro era stato fornito ad una precedente segnalazione.

«La corrispondenza - scriveva Venturini - continua ad essere consegnata a singhiozzo, circa ogni due settimane, con le conseguenze che questo può comportare per il rispetto delle scadenze di fatture giunte in ritardo riguardo ai tempi di liquidazione; addirittura ci sono stati segnalati casi di residenti che, non vedendosi recapitare le fatture e preoccupati per il rischio di interruzione dei contratti di fornitura con i vari gestori, si sono recati presso il centro di smistamento per ritirare personalmente la propria corrispondenza. È evidente che questo malfunzionamento non può essere ulteriormente tollerato, pertanto vogliamo nuovamente sollecitare un vostro intervento volto a sanare questa incresciosa situazione che ormai da troppo tempo si sta protraendo» così si concludeva la lettera.

Una situazione che non sarebbe mutata e proseguirebbe tuttora. Rispetto alla prima segnalazione, stavolta le risposte sono arrivate, ma con toni diversi. Dalla prefettura di Massa Carrara si fa sapere che Poste Italiane spa, avendo avviato una riorganizzazione del servizio dall’aprile dello scorso anno, “pur riconoscendo un iniziale periodo di assestamento, ha rilevato che, allo stato, non sussistono particolari criticità – scrive il prefetto Paolo D’Attilio – né giacenze di corrispondenza”. Ma se l’approccio della Prefettura è istituzionale e “soft”, è dall’ufficio del Difensore Civico regionale che arriva una presa di posizione più forte. Il difensore civico regionale Sergio Vannini, che non risponde soltanto a Venturini, ma scrive anche alla direzione regionale toscana di Poste Italiane spa, sottolinea che «non sono migliorati i tempi di consegna», richiamando l'attenzione sul fatto che «i ritardi nella consegna hanno, tra le altre conseguenze, quella di non consentire il rispetto dei termini di scadenza indicato nelle fatture, con relativo ritardato adempimento e non soltanto addebito di interessi e sanzioni, ma perfino il rischio di sospensione della fornitura. Prego, pertanto, voler intervenire per ridurre sensibilmente i tempi di consegna». —


 

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