Gioco
I Dem “respirano”: «Ci davano spacciati gli elettori delusi ora tornano all’ovile»
A Carrara la più alta percentuale di voti per Nicola Zingaretti L’avvocata Benedetta Muracchioli nell’assemblea regionale
MASSA CARRARA. Si respira a pieni polmoni, dopo mesi “in apnea” in casa Pd. La soddisfazione per l’affluenza alle primarie, ben oltre le aspettative, è grande. Un segnale rassicurante, che apre nuovi scenari per i prossimi appuntamenti elettorali, in primis le imminenti europee, e in casa nostra le comunali in Lunigiana e le regionali.
«A Carrara hanno votato in tanti, ben più di quanto avremmo creduto alla vigilia delle primarie – afferma in conferenza stampa il segretario comunale Gianluca Brizzi – oltre 1600 persone si sono recate nei cinque seggi dislocati sul territorio comunale. Con un maggior numero di seggi e una logistica migliore avremmo potuto fare anche di più. Particolarmente significativi i dati di partecipazione di Marina di Carrara e Avenza che insieme registrano 900 votanti. Senza contare che finalmente Carrara si è finalmente avvicinata a Massa come numero di elettori: anche nei momenti migliori il rapporto tra elettori massesi e carrarini era di circa tre a uno. In tutta Italia abbiamo portato alle urne quasi 2 milioni di persone, un dato in linea con fasi ben più rosee attraversate dal Partito».
Il gruppo dirigente carrarese ha scelto da tempo di sostenere la candidatura di Zingaretti, che in fase congressuale ha raccolto il 64% dei consensi: «A Carrara Zingaretti registra una delle percentuali più alte di tutta la Toscana – osserva Brizzi – il 68,50%, ben oltre la media regionale del 61,70%. Solo Livorno e Siena si avvicinano. Siamo certi che saprà essere il leader di tutti. In fase congressuale il confronto tra le tre mozioni è stato civile e produttivo. È tempo di superare le divisioni: ce lo chiedevano anche gli elettori».
Soddisfatto anche il segretario provinciale Enzo Manenti: «Un partito che era stato dato per spacciato ha dimostrato invece di godere di ottima salute». Manenti osserva come molti delusi dai 5 stelle siano “tornati all’ovile” del centrosinistra: «Sono rimasti delusi dal matrimonio dei pentastellati col centrodestra e dal fallimento delle esperienze nate a margine del centrosinistra». E aggiunge: «Oltre 6mila persone in provincia hanno voluto dare un segnale in primis al nostro gruppo dirigente, poi ai fuoriusciti dal Pd: il governo ci spaventa, ci dicevano, i dati economici sono sinistri: unitevi a sinistra. Siamo aperti al dialogo con tutti ma tenendo ben presente che un progetto unitario a sinistra non può prescindere dal Pd».
«Ripartiamo da sanità, scuole, marmo, commercio – dice Brizzi – va elaborata una una proposta di governo. Criticare non basta, come devono essersi accorti i 5 stelle che oggi sono al timone della macchina amministrativa». Senza prescindere da una sana autocritica, a livello nazionale locale: «Non abbiamo saputo trovare una sintesi, impareremo dai nostri errori».
La più giovane delle elette in assemblea nazionale è la 25enne Carolina Ginesini, responsabile giustizia per i Giovani Dem e studentessa di Giurisprudenza: «L’alta affluenza mi ha sorpresa in positivo, ringrazio tutti coloro che sono venuti ai gazebo. Ci sono stati anche tanti giovani, cosa che non mi sarei aspettata assolutamente. Vedo tanti, troppi ragazzi, irretiti dalle sirene dei Salvini e dei 5Stelle. Evidentemente dobbiamo tornare a parlare la loro lingua, ad affrontare i loro problemi in modo concreto». L’avvocatessa 34enne Benedetta Muracchioli siederà invece in assemblea regionale. —
Irene Rubino
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