Gioco
Cremazione anticipata, la rabbia dei familiari
CARRARA. Viene cremato prima del tempo, i famigliari non riescono a dargli l’ultimo saluto. L’incidente è avvenuto presso il tempio crematorio di Turigliano nella mattina dello scorso giovedì.
La salma avrebbe dovuto essere cremata nel turno delle 9.30-10. Tuttavia, quando la famiglia del defunto, piuttosto numerosa, ha raggiunto il tempio crematorio per rendere l’estremo saluto alla salma, ha scoperto che la cremazione era stata anticipata al turno precedente. Il dispiacere dei familiari è stato grande: avevano molto a cuore quegli ultimi istanti da trascorrere insieme al loro caro. A dare conferma del fatto è il capitano dei Carabinieri maggiore Cristiano Marella, comandante della compagnia di Carrara: «È stato commesso un errore da parte dell’addetto ai lavori – spiega – i familiari si sono alterati, hanno chiesto di parlare con un dirigente dell’azienda e ci hanno telefonato perché ci occupassimo della vicenda. L’incaricato ha ammesso che si era trattato di un disguido e che la cremazione era stata anticipata. La protesta si è tuttavia risolta con l’intervento dei vertici di Apuafarma e del vicesindaco di Carrara Matteo Martinelli. Dopo esseri confrontata con loro, infatti, la famiglia ci ha telefonato nuovamente per disdire la richiesta d’intervento. La soluzione proposta è stata che l’azienda si facesse carico di tutte le spese per risarcire i familiari del danno subito. Almeno le cose stavano così fino al momento in cui siamo stati informati. Ad oggi nessuno si è recato presso di noi per sporgere denuncia».
Il presidente del consiglio di amministrazione di Apuafarma, Luca Cimino, commenta così l’accaduto: «Il dipendente del crematorio ha anticipato la cremazione pensando di fare un favore ai familiari dello scomparso. Originari di Napoli e avrebbero dovuto riportare le ceneri presso la città natia del morto entro l’orario di apertura del locale cimitero. L’incaricato ha creduto dunque di far cosa gradita. Ha ammesso l'errore. Abbiamo rivolto le nostre scuse alla famiglia; speriamo abbia capito che si è trattato innanzitutto di un disguido e poi di un’iniziativa autonoma presa dal dipendente». Il vicesindaco Matteo Martinelli, da noi interpellato, preferisce non fare alcun commento sulla vicenda. —
Irene Rubino
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