Sicurezza
«Lucchetti tira fuori l’anima da padrone delle ferriere»
carrara. «La narrazione che il presidente di Confindustria Massa Carrara ricalca esattamente la sua visione "privatistica" del mondo, non solo quello economico».
Così si legge nella nota stampa della segretaria provinciale di Rifondazione che replica a distanza a Erich Lucchetti.
«Rivolgendosi direttamente al segretario della Camera del Lavoro ribadisce il concetto di "proprietà" delle organizzazioni, cosa che forse può valere per il suo ambito, ma non certamente per le organizzazioni sindacali - continua la nota - Pare quindi evidente che nei momenti di difficoltà venga fuori l'anima del "padrone delle ferriere" che chiuso in un angolo prova ad uscirne goffamente».
«Il tentativo di ricostruire una credibilità degli imprenditori del marmo nell'opinione pubblica, quando le denunce aperte per violazione delle norme ambientali sono all'ordine del giorno, quando le problematiche sulla sicurezza dei lavoratori continuano ad essere irrisolte, quando la frattura sociale tra chi guadagna milioni di euro e un territorio in fondo alle classifiche per disoccupazione e precarietà, compresa la precarietà delle piccole aziende artigiane soggiogate alle "regole del mercato oligopolista" imposte da pochi grandi operatori, è azione difficile - prosegue la nota - Anche il ricatto occupazionale che viene tirato in ballo regolarmente, tacendo magari sulle centinaia di posti di lavoro persi in questi ultimi anni a fronte della crescita dei profitti, è diventato un palliativo. E questo lo dimostrano i dati recenti sugli incentivi erogati alle imprese locali dalla Regione Toscana attraverso denaro pubblico: a fronte di circa 1.964.000 euro erogati alle imprese non legate al marmo è previsto un'occupazione di 43 persone, mentre 2.694.000 euro per le aziende del marmo creano solo 23 posti di lavoro: sta qua tutta la contraddizione del settore, che crea molto meno lavoro rispetto alle altre attività economiche, redistribuisce quindi meno ricchezza al territorio, ricchezza che rimane concentrata nelle mani di poche famiglie, le solite».
«Agli stessi lavoratori - continua la nota - restano le briciole nonostante rappresentino una ricchezza unica in termini di capacità e competenze. I goffi tentativi da mecenati rinascimentali per proporre "compensazioni" al territorio non sono altro che una foglia di fico e che confermano tutte le nostre perplessità».
« Il fragile equilibrio si sta rompendo, le ipotesi di quotazioni in borsa non permetteranno più di avere una gestione esclusivamente territoriale e imporranno confronti con la comunità internazionale - si chiude la nota -Bene per noi di Rifondazione, che la Camera del Lavoro prenda una posizione certa e netta nel sistema marmo a difesa dei diritti dei lavoratori, della salvaguardia del territorio e dei suoi cittadini: ambiente, lavoro, salute, territorio sono dalla solita parte e solo la memoria corta di chi non vuol ricordare ha fatto dimenticare la vicenda Farmoplant». —
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