Il Tirreno

a marina 

La denuncia: «Mancano i varchi di soccorso e di accesso al mare»

I.R.
La denuncia: «Mancano i varchi di soccorso e di accesso al mare»

Flavio Franciosi del comitato apuano di salute pubblica: quanto previsto dal piano dell’arenile del 2001 non è stato mai rispettato

3 MINUTI DI LETTURA





marina di carrara. Mancano i varchi di soccorso, scatta la denuncia alla Guardia di Finanza. I varchi di accesso al mare previsti dal piano dell’arenile del 2001 non ci sono o non sono a norma. Così Flavio Franciosi del comitato apuano di salute pubblica ha sporto denuncia contro ignoti per “abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata”. Il piano dell’arenile prevedeva originariamente cinque varchi di soccorso: da est a ovest, il primo tra il bagno Luciano e il bagno Mistral, il secondo tra i bagni Nettuno e Doride, il terzo tra i bagni Unione e Artiglio, il quarto i bagni Zazà e le Palme, il quinto e ultimo allo sbocco di via Maestri del Marmo, tra le due colonie. Da cinque sono stati ridotti a quattro poiché la delibera di Consiglio del 22 gennaio 2001 ha accolto un'osservazione presentata da bagno Zazà. Il piano è stato modificato nel 2007, senza però interessare i varchi. Alle pagine 20 e 21, punto 5.1.7, si specifica che i varchi di soccorso dovrebbero avere “larghezza non inferiore a 3 metri”. Si prescrive inoltre che siano “individuati da apposita cartellonista plurilingue” e realizzati “con modalità tali da essere accessibili anche a soggetti diversamente abili e mantenuti nel modo migliore e senza presentare barriere architettoniche, fino all’allineamento fronte mare”, rimanendo aperti 12 mesi l’anno. Per il trattamento della superficie “sono ammessi terra stabilizzata, ghiaia e autobloccanti a griglia erbosa”: questo serve a evitare che le ruote dei mezzi di soccorso sprofondino nella sabbia. L’unico varco sufficientemente largo che arrivi a fronte mare è quello allo sbocco di via Maestri del Marmo, che tuttavia è sprovvisto di autobloccanti. Tra il bagno Luciano e il bagno Mistral, tra i quali è in corso un contenzioso, non esiste alcun varco. I due che rimangono sono individuati dalla cartellonistica come semplici passaggi pedonali. Il varco allo sbocco di via Modena è una sorta di corridoio stretto e labirintico. Quello allo sbocco di via Parma è più ampio, ma non arriva a fronte mare ed è ostruito all’ingresso da una struttura in acciaio. «Io e Paolo Vatteroni abbiamo sollevato il problema per la prima volta nel 2016 – spiega Franciosi – quando eravamo nel Consiglio dei cittadini di Marina. È seguita un’inchiesta condotta dalla Capitaneria di porto su istruzione della Procura della Repubblica di Massa-Carrara. Tuttavia, ancora nulla è cambiato. Spero la mia denuncia serva a smuovere le acque. Sono trascorsi 18 anni da quando il piano dell’arenile è stato approvato e ancora le nostre spiagge, frequentate anche nel periodo invernale, non sono in sicurezza». Vatteroni, membro anche del lui del comitato per la salute pubblica, aggiunge: «Non solo la cancellazione del varco tra Zazà e le Palme ha lasciato tratto di quasi un chilometro sprovvisto di varchi di soccorso, ma i restanti tre non possono essere definiti tali. Così la passeggiata del molo Pertini e la piazza Paradiso si ritrovano ad essere usati impropriamente come punti di soccorso». —I.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web