Il Tirreno

IL CASO

«Esalazioni nocive», timori alla Stoneval

di Irene Rubino
Ginesi l'impiegato della Stoneval che ha lanciato l'allarme
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Ginesi l'impiegato della Stoneval che ha lanciato l'allarme

Ginesi: da sei mesi i dipendenti accusano malori. L’Asl ha già fatto controlli, non ha riscontrato anomalie

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CARRARA. Stoneval, sede di Carrara: da sei mesi i dipendenti dicono di respirare esalazioni maleodoranti che causano loro mal di testa, nausea, bruciori agli occhi, congestioni. A lavorare negli uffici sono in dieci, e tutti loro hanno accusato malori di vario tipo. «Al mattino non si respira – spiega Lorenzo Ginesi, impiegato che si occupa degli acquisti alla Stoneval – siamo costretti a tenere le finestre aperte per arieggiare gli ambienti: una situazione che sarebbe insostenibile in qualunque stagione, ma lo è in particolare d’inverno. C’è un’azienda accanto alla nostra, crediamo stia lavorando alla resinatura e alla costruzione di scafi senza però servirsi di attrezzature adeguate, come aspiratori e filtri. Quindi non starebbero rispettando le misure di sicurezza. Sappiamo bene quanto solventi come lo stirolo siano dannosi per la salute umana».
Ginesi ha inoltrato via mail diverse segnalazioni ai Servizi di prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl, rispettivamente il 31 ottobre e il 12 dicembre 2018 e ieri mercoledì 27 febbraio 2019. «Il Pisll ha già effettuato un controllo – ha dichiarato l’ingegnera Maura Pellegri dell’Asl – non ha rinvenuto tracce di attività come quelle segnalate dai dipendenti di Stoneval. Ovviamente i controlli proseguiranno. Si tratta di una situazione ancora in divenire».


Ginesi afferma inoltre di aver esposto il problema ad altri organi competenti: «Ho avvertito i Vigili del fuoco, che si sono recati sul posto per i dovuti controlli. Abbiamo chiamato Arpat, che ha effettuato due sopralluoghi: il primo l’11 ottobre 2018, il secondo nella seconda metà di dicembre. Nel verbale dell’11 ottobre compare peraltro il nome un dipendente dell’azienda di Protezione ambientale indagato in concorso di omessa denuncia e favoreggiamento durante i controlli presso una ditta massese.

A metà dicembre Arpat ha raccolto la testimonianza del titolare di Stoneval Stefano Mariotti, la mia e quella di altri dipendenti della nostra azienda».
«Abbiamo avvisato immediatamente – spiega Ginesi – il titolare dei fondi della ditta che sorge accanto alla Stoneval e lui si è rivolto al titolare dell’azienda affittuaria per avere chiarimenti. Quest’ultimo ha negato con decisione di essere occupato in lavori di resinatura. Tuttavia, uno dei dipendenti dell’affittuario si è recato presso la loro sede nella notte di giovedì 21 febbraio. In quell’occasione ha visto i loro dipendenti al lavoro con mascherine di carta (dunque non regolamentari) avvolti da «un gran polverone». Purtroppo non è riuscito a fotografarli, ma è pronto a testimoniare sull’accaduto». Ginesi conclude: «La situazione è ormai insostenibile. Vi sono rischi di danni alla salute sia per i dipendenti della ditta che effettua questi lavori senza rispettare le norme di sicurezza che per noi, che respiriamo quest’aria mefitica ogni giorno. Naturalmente il timore più grande che abbiamo è che qualcuno possa contrarre un tumore. Nonostante le nostre ripetute segnalazioni agli organi preposti alla tutela dell’ambiente e della salute, la situazione persevera immutata da ormai troppo tempo». –
 

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