Toscana
Protesta a Casette, bloccato mezzo del Ctt «Scuolabus fra i camion del marmo»
Abitanti contro la viabilità alternativa: anziani del paese costretti a fare centinaia di metri per raggiungere la fermata
MASSA. Gente tosta quella di Casette. Il servizio bus non funziona a dovere, crea pericoli per i bambini delle scuole e lascia a piedi una coppia di anziani. E loro, i paesani, scendono in piazza e bloccano il bus. È accaduto ieri mattina, dopo giorni di disagio per la modifica del percorso dei mezzi pubblici del Ctt dovuto ai lavori per il ripristino frana sulla strada comunale che porta dentro il paese.
Una decina di abitanti della frazione ha inscenato la protesta fermando uno dei bus che salgono fino a Caglieglia. Chiedendo a gran voce al conducente la ragione per cui le corse non raggiungono la parte più vicina al cimitero (dove abitano gli anziani “con problemi). Tecnicamente, si è trattato di interruzione di servizio pubblico, per cui al paese sono arrivati polizia e vigili urbani. Ed è stata la pattuglia della polizia municipale a tirare fuori le castagne dal fuoco. Come? Scordando il bus fino al cimitero e aiutando il conducente a fare manovra. Perchè il problema sta proprio qui. Spieghiamo: causa interruzione della strada principale, i mezzi del Ctt sono costretti a percorrere la “variante”, cioè la strada che porta al campo sportivo e poi alle cave. Una strada stretta con forti pendenze e tante curve. E percorsa dai camion del marmo. E già questa è una “criticità”. La corsa dei bus finisce poi nella piazzetta-capolinea (come avveniva prima della frana). Ma taglia fuori tutto un pezzo di paese, dal cimitero in su. O meglio, solo due corse arrivano fino al cimitero: solo quelle in cui a bordo del mezzo c’è un aiuto-conducente che assiste da terra l’autista per la manovra. Le altre sette corse si fermano nella piazzetta, perchè a bordo c’è solo il conducente che, da solo, non può fare manovra. «Gli anziani sono costretti a fare centinaia di metri a piedi, magari con le borse della spesa. Non è accettabile», dice Antonio Mattei, uno degli abitanti-protestatari.
Rincara la dose Rifondazione comunista: «L’amministrazione comunale ha trovato di nuovo il modo di rendere difficile la vita ai suoi cittadini. L'incapacità di gestire i lavori di messa in sicurezza di una frana sulla Via di Casette sta tutta nell'ordinanza sulla gestione del trasporto pubblico del paese. Prima di tutto si fa passare il traffico sulla via alternativa ma non si pensa alla sicurezza degli scuolabus: percorreranno una via stretta e con molta pendenza senza che si sia interdetto il traffico ai mezzi pesanti negli orari di passaggio dei ragazzi. Eppure non è una novità visto che a Forno, ad esempio, questo divieto esiste da anni. Poi buona parte del paese verrà esclusa dal trasporto pubblico dato che è previsto l'arrivo fino degli autobus al cimitero del paese solo per due corse al giorno», dice Nicola Cavazzuti. E Rifondazione aggiunge: «Il risultato, quale che sia la causa, è che per due mesi gli scuolabus incroceranno, su una strada stretta e molto ripida, mezzi pesanti con migliaia di tonnellate di carico che, come è già successo, può cadere sulla strada, e dall'altro avremo persone, soprattutto anziani, che dovranno farsi un bel pezzo di strada a piedi, magari sotto la pioggia, perchè si sono permessi “il lusso” di utilizzare un autobus che si limita a giungere nella piazza principale del paese. Rimarchiamo pertanto, assieme al circolo Rifondazione della Casa del Popolo di Casette, l'inadeguatezza della misura presa dall'amministrazione, l'incapacità di affrontare i temi quotidiani, ma soprattutto la distanza dai problemi della gente semplice che rischia di pagare tutta questa incompetenza». —C.F.
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