Sicurezza
Carrara, per la bonifica viale da Verrazzano, al via le indagini preliminari
Saranno raccolti 88 campioni in tutta l’area residenziale, anche con georadar Dal 2008 in vigore l’ordinanza che vieta allevamento di animali e coltivazioni
CARRARA. L’Accordo di programma del 1° settembre 2016 per le bonifiche in territorio apuano, perfezionato a maggio 2018 con lo stanziamento complessivo di 25 milioni e mezzo di euro, prevede il progetto di risanamento dell’intera falda Sin/Sir ed “interventi urgenti” per la messa in sicurezza e bonifica di alcune aree Sir, tra cui la zona residenziale compresa tra le foci di Carrione e Lavello, in viale da Verrazzano. Le attività di caratterizzazione ambientale in quest’area di 15 ettari, che saranno effettuate ad aprile e richiederanno una decina di giorni, sono state illustrate in municipio, durante un incontro a cui hanno partecipato l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti insieme a Ivan Siciliano ed Andrea Carloni, rispettivamente responsabile unico del procedimento e project manager della Sogesid Spa, società in house del ministero dell’Ambiente che dirigerà le operazioni. «Nel 2005 e nel 2008 -ha ricordato il geologo Carloni- Arpat aveva già svolto delle analisi in questa zona, per un totale di 12 saggi di scavo, che avevano evidenziato superamenti significativi di contaminanti, dovuti soprattutto alla presenza di metalli pesanti tossici, come piombo ed arsenico e secondariamente ad idrocarburi policiclici aromatici e pesticidi clorurati».
Questi veleni erano contenuti in scorie di lavorazione, provenienti da stabilimenti della zona industriale ed utilizzate per il riempimento di quote depresse. «A seguito di tale scoperta -ha proseguito- Carloni- fu emessa un’ordinanza sindacale che vietava l’allevamento di animali da cortile e la coltivazione di ortaggi nell’area. Questo divieto, datato 22 agosto 2008, è tuttora vigente».
Il geologo ha poi spiegato nel dettaglio il piano di caratterizzazione. «Saranno prelevati ed analizzati 88 campioni di suolo e sottosuolo su tutta l’area residenziale -ha spiegato Carloni- Le indagini saranno svolte anche attraverso l’uso di georadar ed interesseranno anche i gas rilasciati dai terreni nell’aria». La falda del sito, invece, è già stata campionata nel periodo da metà ottobre al 3 dicembre scorso, per un totale di 6 prelievi, nell’ambito della caratterizzazione di tutto l’acquifero del Sin/Sir, che ha interessato ben 260 pozzi e piezometri. L’Arpat deve ancora terminare le analisi delle acque e a primavera ne saranno effettuate altre nei punti che risulteranno più critici. Lo scopo delle attività previste in viale da Verrazzano è terminare la caratterizzazione ambientale, per programmare un eventuale intervento di recupero dell’area residenziale. Anche se l’inquinamento della zona è già noto, infatti, occorrono ulteriori indagini per stabilire se i contaminanti sono presenti in concentrazioni tali da costituire un pericolo per la salute dei residenti. I costi di una eventuale bonifica saranno a carico della pubblica amministrazione, che poi potrà rivalersi sui soggetti individuati come inquinatori, sulla base del principio “chi inquina paga”. In merito alla possibilità di scoprire i responsabili della contaminazione, però, Carloni è parso poco ottimista. «Essendo ormai trascorso molto tempo, -ha concluso il geologo- penso che sarà molto difficile capire chi ha inquinato l’area. Anche per la contaminazione riscontrata nella zona dello stadio a Massa la Regione ha aperto un procedimento per individuare i responsabili, ma non è approdato a niente».
«Per la riuscita della caratterizzazione in viale da Verrazzano -ha aggiunto l’assessore Scaletti- è fondamentale la massima collaborazione di tutti i residenti interessati. Si tratta di un intervento di bonifica atteso da decenni, utile a garantire la sicurezza ed il miglioramento delle condizioni ambientali». —
D.C.
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