Italia
«Nelle cave dei detriti autorizzazioni illegittime»
L’allarme degli ambientalisti torna a farsi sentire con forza proprio nel giorno dell’approvazione in giunta regionale del piano cave
CARRARA. Nel giorno dell’adozione del piano regioanel cave in giunta regionale arriva un nuovo allarme di Legambiente per le cave Amministrazione e Canalbianco.
Il piano cave.
È stata adottata dalla Giunta regionale, e inviata formalmente al Consiglio, la proposta di Piano regionale cave come previsto dall'articolo 7 della legge regionale 35 del 2015. «La proposta fa seguito ad un ampio lavoro di concertazione che ha coinvolto Anci, le parti sociali e datoriali e consentito di recepire una serie di indicazioni presentate dai vari soggetti interessati. La proposta di piano sarà ora esaminata dalla competente commissione consiliare ai fini dell'adozione da parte del Consiglio regionale, a cui seguirà la possibilità di formulare osservazioni».
«Basta illegalibtà»
«Amministrazione e Canalbianco: cave di detriti. Quindici anni di autorizzazioni illegittime». A lanciare nuovamente l’allarme è Legambiente. « In base ai dati ufficiali della pesa comunale (riportati in dettaglio nel documento citato), infatti, le due cave estraggono da 15 anni circa il 91% di detriti e solo il 9% di blocchi. Considerato che ciò viola il Praer, abbiamo segnalato che la riapertura delle due cave avrebbe infranto la normativa regionale e la stessa legalità». «La normativa è chiara: le cave di detriti sono vietate. Siamo rimasti sconcertati dal parere favorevole. La normativa in materia è univocamente volta alla massima valorizzazione del marmo ornamentale e, conseguentemente, non consente di autorizzare cave di detriti. Infatti: il Regolamento comunale per la concessione degli agri marmiferi (art. 1 comma 3) consente l’esercizio delle cave “esclusivamente per l’estrazione di marmo in blocchi”. È importante capire come ciò sia stato possibile nonostante le schede e le relazioni annuali sul monitoraggio dell’attività estrattiva di ciascuna cava. La riconferma dell’autorizzazione alle due cave non coinvolgerebbe soltanto i settori tecnici comunali e regionali, ma investirebbe in pieno la responsabilità politica delle rispettive giunte sul tema sensibile della legalità». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
